di Silvia Boschetti
Nuovo colpo di scena nella vertenza Indesit Company. Si è interrotto nuovamente il confronto tra azienda e sindacati.
Per la Fim di Bergamo si tratta di una decisione "pretestuosa e grave".
Un dialogo difficile quello tra le parti dopo l'annuncio del nuovo piano industriale che se da una parte prevede investimenti per 120 milioni di euro dall'altra paventa la chiusura di due siti: a Brembate (Bg) e Refrontolo (Tv) con tagli per 550 lavoratori. In una nota a sorpresa ieri l'azienda ha comunicato l'interruzione della trattativa perché "il sindacato non rispetta gli impegni" facendo riferimento al mancato rispetto dell'impegno di sospendere le azioni di protesta assunto lo scorso 15 luglio al ministero dello Sviluppo.
Con questa decisione l'azienda fa anche saltare il nuovo incontro programmato tra le parti per il prossimo 3 settembre dopo l'ultimo incontro del 30 luglio. In particolare l'azienda contesta la decisione sindacale di procedere con un nuovo blocco dei magazzini nello stabilimento di Brembate. "Nessuna violazione - stigmatizza Ferdinando Uliano, segretario generale Fim di Bergamo - le iniziative di protesta a Brembate sono coerenti con gli impegni assunti. Negli ultimi 10 giorni sono state spedite 27.202 lavatrici e 26.564 ne sono state prodotte". Inoltre per il segretario generale della Fim bergamasca "la decisione di Indesit di annullare l'incontro del 3 settembre è grave e non rispetta gli impegni assunti in sede ministeriale". Per la Fim è urgente "un'immediata convocazione del coordinamento nazionale di Fim Fiom Uilm per decidere come proseguire e quali iniziative mettere in campo".
Secondo Uliano la decisione di Indesit di annullare l'incontro del 3 settembre è grave e non rispetta gli impegni assunti in sede ministeriale. L'incontro sindacale che doveva svolgersi il giorno 26 luglio, rinviato il giorno 3 settembre, è stato poi annullato a fabbrica chiusa con una motivazione pretestuosa che fa pensare ad una volontà precisa di non voler discutere e confrontarsi con le organizzazioni sindacali sul Piano Industriale Indesit Italia".
Dopo il verbale di riunione del 15 luglio, nello stabilimento di Brembate sono riprese per due settimane le attività produttive. In questo periodo, ricorda la Fim, la gestione delle iniziative di protesta, sciopero e presidio, sono continuate nel rispetto di quanto pattuito al ministero.
"Nel verbale di riunione non ci sono impegni di sospensione delle legittime azioni di protesta, visto che Indesit mantiene la posizione di chiudere lo stabilimento, ma di ristabilire le funzioni operative negli stabilimenti - ribadisce Uliano -. Cosa ampiamente garantita, dalle organizzazioni sindacali, dalla Rsu e dai lavoratori, visto che abbiamo consentito la spedizione di un quantitativo necessario a permettere il funzionamento produttivo dello stabilimento".
Inoltre, Uliano evidenzia come nei 10 giorni di attività "sono state prodotte 26.564 lavatrici, nel pieno rispetto dei parametri di produttività e qualità. Sono 27.202 le lavatrici che sono state spedite, più di quelle prodotte, consentendo nel concreto di soddisfare ampiamente i clienti finali".
In particolare in 10 giorni si è spedito quasi il doppio di quanto spedito mediamente nei mesi precedenti (nei primi sei mesi dell'anno si sono spedite circa 23.000 lavatrici al mese ndr). "Va anche aggiunto - continua Uliano - che in questi giorni abbiamo ribadito alla direzione aziendale la nostra piena disponibilità a riprendere l'attività lavorativa nel mese di agosto di un paio di giorni, accorciando la fermata, per consentire nel mese un ulteriore periodo di produzione e spedizione. Proposta che non è stata presa in considerazione dalla direzione aziendale di Brembate".
Un'ampia disponibilità, dunque, quella offerta dal fronte sindacale. "Nei giorni di chiusura - aggiunge il segretario generale della Fim - abbiamo anche accettato che circa 30 persone svolgessero le attività di completamento della produzione e di manutenzione per consentire il riavvio degli impianti il 25 agosto".
A questo punto per la Fim è necessario un intervento istituzionale che richiami l'azienda alle sue responsabilità.
"Riteniamo, pertanto - conclude Uliano - di aver rispettato fino in fondo i nostri impegni, ora chiediamo al ministero con urgenza un intervento atto a garantire il pieno rispetto degli impegni assunti da Indesit, a partire dalla ripresa del confronto sindacale e diffidiamo la direzione aziendale ad agire con ulteriori iniziative unilaterali".
(3 agosto 2010)










