Sarkozy difende la riforma delle pensioni (che stamattina ha incassato il primo sì, dal consiglio dei ministri). Il governo, ha detto il presidente francese intervistato da France 2, non tornerà indietro sull'innalzamento dell'età a 62 anni. "L'età minima pensionabile a 62 anni non la tocco - ha affermato - sul resto sono pronto ad ascoltare i diversi interlocutori". Sarkozy ha detto che avrà dei contatti durante l'estate con le parti sociali: "Mi aspetto delle manifestazioni, so che ci saranno situazioni di sofferenza. Ma se dobbiamo ritirare un progetto utile per il Paese ogni volta che c'è una manifestazione, non faremo niente di utile per il Paese".
Dopo quella del 24 giugno, una nuova mobilitazione di tutti i sindacati è prevista il 7 settembre, quando l'Assemblea nazionale comincerà l'esame del progetto di legge del governo. Il testo infatti, dopo l'approvazione del consiglio dei ministri, verrà ora sottoposto alle competenti commissioni di Camera e Senato prima di essere discusso in seduta plenaria a partire dal 6 settembre. L'approvazione è fissata entro la fine di ottobre.
Senza l'innalzamento dell'età, è il pensiero dell'Eliseo, sarà totalmente illusorio pensare che si potranno risanare i conti pubblici. E poi c'è l'Unione europea, che ha ribadito in queste ore la necessità di andare avanti con le riforme previdenziali puntando soprattutto ad innalzare l'età pensionabile, "se si vuole evitare che le pensioni diventino una bomba ad orologeria per lo stato dei conti europei".
Nel dettaglio, i provvedimenti più importanti della riforma:
- Pensioni di anzianità. Aumento progressivo dell'età, a ragione di 4 mesi all'anno a partire da coloro che sono nati nel 1951, a 62 anni per tutti nel 2018.
- Pensione di vecchiaia. Innalzamento dell'età, da 65 a 67 anni.
- Contibuti. Portati a 41 anni e 3 mesi per quelli nati nel 1953 e 1954 e a 41 e 6 mesi per tutti gli altri a partire dal 2020.
- Il nuovo regime pensionistico non verrà applicato per i lavori usuranti (circa 10mila persone) e per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del diciottesimo anno di età (50mila persone nel 2011 e 90mila nel 2015). Categorie per quali resta valida l'uscita dal lavoro tra 58 e 60 anni di età.
- Aumento del prelievo fiscale sulle stock options, con i contributi che salgono dal 10 al 14% per il datore e dal 2,5 all'8% per il dipendente.
- Aiuti all'impiego di un anno per i senior con più di 55 anni alla ricerca di un posto di lavoro.
- Allineamento del tasso di contribuzione del pubblico (attualmente al 7,85%) con il privato (10,55%) in 10 anni. Eliminazione del dispositivo di uscita anticipata dal lavoro senza condizioni d'età per i genitori con tre figli aventi 15 anni di servizio a partire dal 2012.
- Aumento da 4 a 6 trimestri del sostegno di solidarietà per i giovani precari disoccupati non indennizzati.
- Inserimento dell'indennità giornaliera percepita durante il periodo di maternità nel salario sul quale è calcolata la pensione. Le imprese con più di 300 dipendenti che non faranno diagnosi comparate degli stipendi di uomini e donne saranno sottoposte a sanzioni.
- Tassa fissa da 1 euro su tutte le plus valenze nelle transazioni immobiliari. (cdl)
(13 luglio 2010)










