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Alunni con handicap, sentenza Consulta è questione di civiltà

 

Limitare per legge i posti per insegnanti di sostegno? Non si può. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi la Corte Costituzionale lo ha ricordato al Governo e al ministro dell'Economia dichiarando "l'illegittimità di due norme contenute nella legge Finanziaria del 2008 varate nel 2007 sotto il governo Prodi", come riporta l'agenzia Tuttoscuola. Norme che sono ancora in vigore, fissano un tetto al numero degli insegnanti di sostegno ed escludono la possibilità di assumere insegnanti di sostegno. Con questa bocciatura la Consulta assesta un colpo ai tagli sulla scuola proprio perché, "per gli alunni disabili gravi, non si possono mettere limiti al numero di insegnanti di sostegno".
Conseguentemente, dunque, i tagli realizzati negli ultimi due anni sono incostituzionali.


"La spesa per l'istruzione non è uno spreco. Non lo è, soprattutto, quando assicura il diritto all'integrazione dei soggetti più deboli". Lo afferma Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola. "Questo ci dice, in sostanza, la sentenza della Corte Costituzionale. Ci auguriamo che ne tenga conto un Governo che finora è stato capace di proporre unicamente tagli in un'ottica di malinteso risparmio. A breve si dovrà emanare il decreto sugli organici per il prossimo anno scolastico e non si potrà non ascoltare l'autorevole richiamo della Suprema Corte".
A questo punto diventa indispensabile realizzare quanto prevedeva la Finanziaria 2008, completando la stabilizzazione di 15.000 posti di sostegno, ma si può e si deve fare di più: autorizzare tutti i posti necessari, in presenza di motivate esigenze, perché il tetto imposto dalla legge 244/07 è dichiarato illegittimo; aumentare il numero di posti "stabilizzati", favorendo così, oltre tutto, la continuità didattica: "anche in questo caso - dice Scrima - la Corte rimuove limiti assurdi, in una situazione in cui un organico largamente insufficiente richiede ogni anno l'attivazione di un elevato numero di posti aggiuntivi, coperti in modo provvisorio e precario.
L'integrazione dei disabili distingue in positivo il sistema scolastico italiano nel contesto
internazionale: per noi si tratta di una questione di civiltà, oltre che di qualità della scuola".


(1 marzo 2010)

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