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Aumentano i divari Nord-Sud e riemerge la Questione Meridionale

di Francesco Gagliardi

La Questione Meridionale si ripropone in termini molto vistosi, con un divario in crescita tra le regioni del Nord e quelle del Sud.

Secondo i dati Istat della contabilità regionale e provinciale, aggiornati al 2016, il differenziale negativo del Mezzogiorno è molto ampio: il livello del Pil pro capite è di 18,2mila euro, inferiore del 44,2% rispetto a quello del Centro-Nord (del 44,1% nel 2015); in termini di reddito disponibile per abitante il divario scende al 34,5%; la spesa pro capite per consumi finali delle famiglie a prezzi correnti nel 2016 è di 19,9mila euro nel Nord-ovest, 19,6mila euro nel Nord-est, 17,8mila euro al Centro e 12,9mila euro nel Mezzogiorno, con un divario negativo del 32,6%.

Il Pil per abitante nel 2016 risulta pari a 34,2mila euro nel Nord-ovest, a 33,3mila euro nel Nord-est e a 29,9mila euro nel Centro. Secondo l'Istat nel 2016 il Pil in volume, a fronte di una crescita a livello nazionale dello 0,9% rispetto all'anno precedente, ha registrato un incremento dell'1,3% nel Nord-est, dello 0,9% nel Nord-ovest e dello 0,8% sia al Centro che nel Mezzogiorno. Tra il 2011 e il 2016 le aree che hanno registrato i più marcati cali del Pil sono il Centro (-0,8%) e il Mezzogiorno (-0,6%). La flessione è stata più contenuta nel Nord-ovest (-0,5%) mentre per il Nord-est si registra una sostanziale stabilità (-0,1%).

Tra il 2011 e il 2016 i migliori risultati in termini di occupazione sono stati registrati nella Provincia Autonoma di Bolzano (+0,7%), mentre quelli più negativi in Umbria e Calabria, con un calo degli occupati di circa l'1% annuo.

Il livello del reddito da lavoro per occupato dipendente è pari a 39.600 euro nel Nord-ovest, 37.00 nel Nord-est e 36.000 nel Centro. Mentre il Mezzogiorno, con 30.700 euro, si colloca su un livello inferiore di circa il 19% rispetto ai 37.800 delle regioni del Centro-nord. La regione con il valore più basso è la Calabria, con 28.000 euro, seguita dalla Puglia, con 30.000; quella con il livello più alto è la Provincia autonoma di Bolzano, con 40.700 euro.

Il reddito disponibile per abitante, misurato in termini nominali, nel 2016 è pari a circa 21,5mila euro nel Nord-ovest, 21mila euro nel Nord-est, 19,1mila euro nel Centro e 13,5mila euro nel Mezzogiorno.

L’unica voce su cui il Sud appare in vantaggio rispetto al Nord è quella riguardante l’economia non osservata (somma della componente sommersa e di quella illegale) che nel 2015 rappresenta il 14% del valore aggiunto totale, mentre nel Mezzogiorno risulta al 19,1%, con una punta del 21,3% in Calabria.

Articolo completo domani su Conquiste tabloid

( 20 dicembre 2017 )

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