Mercoledì 23 settembre 2020, ore 5:20

Quotidiano di informazione socio‑economica

Lavoro 

Contrattazione al centro 

Ripartire dal Patto per la fabbrica. E’ la richiesta della Cisl in vista dell’incontro di lunedì prossimo tra sindacati e Confindustria. ”Non abbiamo bisogno in questo momento di conflitto sociale, al contrario abbiamo bisogno attraverso la contrattazione di aumentare la produttività delle imprese e il reddito delle famiglie”, ribadisce la numero uno di Via Po Furlan.
Un messaggio inviato anche al governo, che sta elaborando un piano sul lavoro. Tra gli obiettivi c’è quello di detassare i rinnovi contrattuali per contrastare la stagnazione salariale.
Ed entro fine mese si punta anche alla riforma degli ammortizzatori sociali. Un meccanismo nuovo per la cig, più snello e in un’ottica ”universale”, che si rivolga però in maniera specifica alle imprese e ai lavoratori in difficoltà prevedendo, quindi, un doppio binario, legato al loro stesso futuro: ovvero, se l'azienda ha una prospettiva o se è decotta. Puntando in questo secondo caso più sulla formazione e su un percorso di reinserimento occupazionale. Il lavoro della Commissione di cinque esperti istituita a metà luglio va avanti con il compito di definire linee di indirizzo. Per Catalfo l’obiettivo è un sistema che non escluda nessuno e allo stesso tempo semplifichi le procedure per l'erogazione dei sussidi, più volte finite sotto attacco in questi mesi di emergenza Covid. Una riforma chiesta anche dai sindacati, che premono per l'avvio del confronto. Cgil, Cisl e Uil sono pronte, intanto, a tornare in piazza il 18 settembre per una giornata di mobilitazione proprio per avanzare le proposte con cui il mondo del lavoro chiede di cambiare il Paese.
A partire dal Sud, al quale vengono ”sottratti 60 miliardi l'anno” e dunque ”deve essere risarcito”, secondo il presidente dello Svimez Giannola. Per il quale promettere come fa il governo che dei 209 miliardi del Recovery Fund almeno il 34% andrà al Sud ”è un eludere il problema: è la legge che lo prevede. Vanno aggiunte altre risorse. I criteri sono quelli previsti dalla legge 42 sul federalismo fiscale e mai attuati, che vengano cioè creati due fondi perequativi a favore del Mezzogiorno: uno per le infrastrutture e uno per i diritti di cittadinanza”.
Sul tema interviene il segretario confederale Cisl Ganga, che osserva: ”Il piano nazionale sul Recovery Fund e più in generale la programmazione delle nuove politiche di coesione per l’area dovranno consentire al Mezzogiorno di attuare una proiezione che porti oltre l’emergenza”. Per Ganga ”il nuovo quadro europeo con le sue maggiori flessibilità potrà sostenere le misure per lo sviluppo meridionale che dovranno realizzarsi attraverso un metodo partecipato, garantendo l’incremento delle risorse di spesa ordinaria indispensabili per gli investimenti. Rispetto alle misure, la Cisl è da sempre favorevole alla fiscalità di vantaggio, strumento cruciale per invertire il trend di declino del Mezzogiorno confermato dai recenti dati congiunturali. In questo senso la decontribuzione prevista sul recente decreto agosto rappresenta un primo passo ma il Mezzogiorno ha necessità di una specifica fiscalità di sviluppo di medio/lungo periodo a sostegno degli investimenti, utile a rendere più attrattiva l’area per le imprese e a frenare la fuga dei giovani”.

( 4 settembre 2020 )

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