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Contratti, Treu: incentivi alle assunzioni devono diventare strutturali

Tiziano Treu in una immagine del 19 marzo 2012.
ANSA/MATTEO BAZZI

Su 868 contratti collettivi nazionali di lavoro depositati al Cnel, anche in vigore, "c'è una quantità importante che potremmo definire 'pirata', ossia di dubbia serietà". Così il presidente del Cnel, Tiziano Treu, a margine della presentazione del Rapporto sul mercato del lavoro e contrattazione collettiva 2016-2017. "Ci sono molti contratti pirata - ha affermato Treu - e bisogna distinguere il grado di autenticità e rappresentatività. Secondo l'Inps, ha riferito Treu, i contratti affidabili non sono più di 300; il Cnel sta concordando con l'Inps una azione comune contro i contratti "di dubbia serietà". "Nel giro di tre mesi - ha assicurato Treu - contiamo di avere una pulitura dei dati". Rispetto al 2016 i contratti collettivi sono infatti aumentati dell'8,1% e rispetto al 2015 del 16,8%. Il 41% è scaduto prima del 2016 e l'11% lo scorso anno; sommando anche il 9% in scadenza quest'anno si arriva al 61% di contratti da rinnovare.

Treu, presentando il rapporto, si è soffermato sulle tendenze del mercato del lavoro, evidenziando come gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato abbiano "alterato i comportamenti degli attori del mercato del lavoro e contribuito alla crescita dell'occupazione, ma l'effetto positivo si è andato a ridurre nel tempo per il décalage". Così il presidente del Cnel, Tiziano Treu, durante la presentazione del Rapporto sul mercato del lavoro e contrattazione collettiva spiegando che tutto questo "era prevedibile" e che perciò "l'indicazione che diamo al legislatore è di rendere gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato strutturali e possibilmente portabili". Il lavoro stabile, secondo il Cnel, "ha contribuito in misura prevalente all'aumento complessivo dell'occupazione solo nel biennio di disponibilità degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato". Nel primo semestre 2017 infatti, "ridotti gli incentivi, l'occupazione a termine è cresciuta a tassi maggiori rispetto a quella permanente. Sembrerebbe perciò emergere una tendenza, in assenza di incentivi, a flessibilizzare i contratti anche in fase espansiva", conclude lo studio.

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid)

( 6 dicembre 2017 )

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