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Disoccupazione ai minimi ma è nuovo boom di inattivi

Torna a scendere la disoccupazione ma contestualmente aumentano gli inattivi e l’occupazione si ferma. Ad agosto, rileva l’Istat, il tasso di disoccupazione è sceso al 9,5%: è il minimo dal 2011. In flessione anche il dato giovanile: il tasso è al 27,1%, il minimo dal 2010. Sostanzialmente stabile invece il numero di nuovi occupati. Scomponendo il dato si evidenzia però un incremento dei dipendenti (+32mila), e in particolare tra questi di quelli stabili (+27mila), a fronte di un calo degli indipendenti. Dopo cinque mesi di stabilità, aumenta invece l'inattività. Nel trimestre giugno-agosto le persone che cercano lavoro sono diminuite del 3,7% e gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono saliti dello 0,1%.

Dati “positivi”, commenta il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, sul fronte della disoccupazione e dell’inversione di tendenza tra rapporti a tempo indeterminato e rapporti a termine, ma anche dati allarmanti sul fronte degli inattivi e dell’occupazione, che “ha smesso di crescere negli ultimi tre mesi”.

“Più in generale - aggiunge Sbarra - troppe sono le criticità di cui soffre il mercato del lavoro che vede aumentare i Neet ed i working poors, che vanta il penultimo posto in Europa per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile, che registra una pesante frattura tra Centro-Nord e Sud e che, soprattutto, non ha ancora recuperato oltre 550 milioni di ore lavorate rispetto al periodo pre-crisi. La questione centrale, su cui attendiamo la nota di aggiornamento al Def e la legge di bilancio, è quella del rilancio degli investimenti per una crescita improntata allo sviluppo sostenibile, misure che aiutino a far ripartire i consumi con una forte riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, il taglio delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione, lo sblocco dei cantieri ed un piano di assunzioni nel Pubblico Impiego”. Ma Via Po, spiega il sindacalista, chiede anche di rifinanziare “gli ammortizzatori sociali in scadenza per le aree di crisi complesse, i piani di risanamento complessi e le cessazioni di attività” e avviare “il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive”. “Su tali temi - conclude Sbarra - abbiamo chiesto, con Cgil e Uil, un tavolo urgente al Ministro del Lavoro”.

( 30 settembre 2019 )

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