Domenica 20 gennaio 2019, ore 11:08

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Fisco

Fattura elettronica al via. Nulla cambia per chi non ha partita iva

Primo giorni di test per la fattura elettronica, entrata in vigore all’inizio di gennaio, con l’obiettivo di impedire le false fatturazioni e recuperare gettito sottratto alle casse del Fisco. L’Agenzia delle Entrate ha fornito i numeri: sono 2,8 milioni le e-fatture emesse nei primi quattro giorni da parte di oltre 120 mila operatori. Una media di 700 mila al giorno. Con una percentuale di errore pari al 6%, scarti dovuti nella maggior parte dei casi - spiega l’Agenzia - a errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero reso non valida la fattura anche su qualsiasi altro supporto. Tuttavia per il Codacons è "caos fiscale generato dalle nuove norme e in particolare dall’introduzione della fatturazione elettronica". L’associazione dei consumatori ha annunciato che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio.

Lamentele anche dall’Associazione dei commercialisti: "Ci risultano segnalazioni di utenti - ha spiegato il presidente Marco Cuchel -che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio "Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l’inconveniente e si prega di riprovare più tardi". Ma l’Agenzia delle Entrate ha respinto le accuse al mittente: "Nessuna anomalia sul server Sogei". E ha assicurato un attento monitoraggio effettuato sui sistemi. Ha anche ricordato a scanso di possibili disallineamenti tecnologici la app a disposizione sul proprio sito per compilare e inviare le fatture elettroniche .

L’Agenzia delle Entrate ha poi fatto presente che il margine di errore riscontrato finora è basso, specie se paragonato a quanto accaduto in passato: nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pubblica amministrazione i margini di errore raggiunsero il 30%.

Il Sistema di interscambio, che di fatto consente il controllo delle transazioni all’Agenzia delle Entrate, verifica se la fattura contiene i dati obbligtori ai fini fiscali; la correttezza dell’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che sia recapitata la fattura; che la partita Iva del fornitore e la partita Iva o il codice fiscale del cliente siano esistenti. Se i controlli sono positivi, il Sistema di interscambio consegna la fattura al destinatario comunicando, con una ricevuta di recapito, a chi ha trasmesso la fattura, la data e l’ora di consegna del documento. Dunque la e-fattura va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone, che deve possedere anche il consumatore per ricevere la fattura.

(IArticolo integrale domani su Conquiste tabloid in questi giorni accessibile anche ai non abbonati)

( 8 gennaio 2019 )

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