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Fca, via agli investimenti a Detroit e Pomigliano

A Donald Trump non è sembrato vero: "Fiat Chrysler aggiungerà oltre 6500 posti di lavoro in Michigan, nell'area di Detroit, raddoppiando la sua forza lavoro oraria nell'ambito di investimento di 4,5 miliardi dollari. Grazie Fiat Chrysler”, ha scolpito come di consueto su Twitter. L’entusiasmo del presidente americano per l’annuncio fatto da ceo Mike Manley non è difficile da spiegare. Da quando si è insediato alla Casa Bianca l’industria dell’auto è in cima ai suoi pensieri, ne ha fatto il simbolo della sua campagna in difesa dei forgotten men, i lavoratori impoveriti dalla globalizzazione, e l’ha messa in cima all’agenda delle sue politiche neoprotezioniste, minacciando a più riprese di introdurre dazi elevati contro le concorrenti cinesi ed europee, anche se fin qui si è trattenuto dal passare alle vie di fatto.

Tornando a Fca, i 4,5 miliardi che il gruppo è pronto a mettere sul piatto serviranno a costruire un nuovo impianto produttivo a Detroit e aumentare la produzione di cinque stabilimenti, con la creazione di quasi 6.500 posti di lavoro. L’ammontare complessivo degli investimenti del gruppo negli Stati Uniti dal 2009 sale a quasi 14,5 miliardi di dollari con 30.000 assunzioni. Quasi in contemporanea è giunta una buona notizia anche per l’Italia e precisamente per lo stabilimento di Pomigliano: partirà a maggio, con i primi interventi sulla lastratura e la verniciatura, l’atteso investimento per il nuovo modello C-suv Alfa Romeo. Intanto è in aumento la produzione della Fiat Panda e, per questo, si passerà da 10 a 12 turni di lavoro e ci sarà un minore ricorso alla cassa integrazione. ”Incominciano a realizzarsi i primi investimenti per l’Alfa Romeo - ha commentato il segretario nazionale della Fim Ferdinando Uliano - confidiamo che a breve vengano annunciati quelli più corposi che investiranno le future linee di montaggio”. Intanto prosegue la trattativa per il rinnovo del contratto, che potrebbe vedere una svolta già dal 5 marzo, giorno in cui sindacati e Fca torneranno ad incontrarsi a Torino. Le parti si sono avvicinate su alcuni dei capitoli più rilevanti (previdenza complementare, sanità integrativa, orari di lavoro, smart working) ed hanno lasciato in fondo il problema più spinoso, quello salariale. I sindacati vorrebbero un ritocco della paga base, senza però intaccare il sistema dei bonus.

(Articolo integrale domani su Conquiste Tabloid)

( 27 febbraio 2019 )

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