Mercoledì 28 giugno 2017, ore 2:02

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Istat

In calo le esportazioni di aprile: -1,8% sul mese

Ad aprile l'Istat registra una diminuzione per le esportazioni dell'1,8% rispetto al mese precedente e del 2,8% rispetto all'anno precedente nei dati grezzi. I dati corretti per la differenza dei giorni lavorativi, due in meno del 2016 a causa delle festività pasquali, mostrano invece un aumento del 5,7% sull'anno. Anche le importazioni diminuiscono dello 0,6% sul mese e dello 0,2% sull'anno nei dati grezzi (+8,5% nei dati corretti). Cala soprattutto l'export verso paesi OPEC (-17,7%), Stati Uniti (-9,6%) e Regno Unito (-8%).Meglio di Germania Francia. Per il made in Italy il primo quadrimestre 2017 si chiude con una solida crescita del 7%, risultato di un progresso corale che comprende paesi europei (+5%) e non (+8%). Performance migliore rispetto a quanto ottenuto nello stesso periodo da Berlino e Parigi, rispettivamente in progresso del 5 e del 3%. I numeri Eurostat consentono già di poter tracciare un primo bilancio “macro”, complessivamente positivo nonostante la frenata di aprile.

Nel mese infatti le vendite internazionali dell’Italia si riducono del 2,8%, con cali che si verificano sia in Europa (-2,1%) che nelle aree extra-Ue (-3,7%). Una frenata tuttavia legata soprattutto al calendario, che vede la presenza di due giornate lavorative in meno rispetto allo stesso mese del 2016. Un gap in grado di produrre effetti rilevanti, che l’Istat, per la produzione industriale, aveva stimato in 7,5 punti percentuali (-6,5% il dato grezzo, +1% ad aprile la rilevazione corretta per il calendario).

Altro dato: L’Istat ha analizzato gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle società di capitali entrati in vigore nel 2017: la riduzione dell'aliquota Ires dal 27,5% al 24%, la proroga del maxi-ammortamento per i nuovi beni strumentali e il depotenziamento dell'Aiuto alla Crescita Economica (il cosiddetto ACE).

Nel 2017 la riduzione dell'aliquota Ires determinerà un taglio lineare del 12,7% dell'imposta, la proroga del maxi-ammortamento uno sconto medio dell'1,6% e il depotenziamento dell'Ace un aggravio di imposta del 4,2%. La proroga del maxi-ammortamento e il depotenziamento dell'ACE produrranno congiuntamente un aumento medio del prelievo Ires del 2,6%, via via inferiore (fino ad annullarsi) all'aumentare della dimensione dell'impresa. L'effetto complessivo dei provvedimenti si può valutare in uno sconto di imposta del 10,1%.

La riduzione dell'aliquota Ires avrà effetti su tutte le imprese a debito di imposta, che costituiscono il 63,7% delle società di capitali. La proroga del maxi-ammortamento interesserà solo il 24% delle imprese mentre il 38% delle società risulterà svantaggiato dalle modifiche alla normativa Ace. Tenendo conto congiuntamente dei tre provvedimenti, i beneficiari rappresentano il 55% delle società di capitali attive in Italia.

Nel 2017 l'aliquota effettiva mediana del prelievo ai fini Ires sui redditi delle imprese scenderà di 2,5 punti percentuali.

Il depotenziamento della deduzione ACE renderà il ricorso al capitale più oneroso rispetto al capitale di terzi. Il cuneo fiscale si manterrà comunque negativo per tutte le forme di finanziamento.

( 16 giugno 2017 )

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