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L’export italiano di gennaio torna a volare e cresce del 13,3%

epa05824116 A container ship is unloaded at the Port of Brisbane, Queensland, Australia, 02 March 2017. According to latest figures from the Australian Bureau of Statistics (ABS), Australia's exports of goods and services rose 12 percent in the December quarter 2016, and imports of goods and services of two percent.  EPA/DAN PELED  AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

A gennaio 2017 le esportazioni italiane segnano un balzo del 13,3% su base annua, nei dati grezzi, trainate dall'area extra europea. E' l'aumento maggiore a partire dallo scorso agosto, secondo i dati Istat, e le importazioni crescono ancora di più (+15,5%). Rispetto al mese precedente, l'export aumenta dello 0,5% e l'import diminuisce dello 0,2%. Il saldo commerciale è pari a -574 milioni (in peggioramento dai +34 milioni di gennaio 2016). Al netto dell'energia, si registra un avanzo di 2,7 miliardi di euro.

In termini tendenziali, al netto della differenza nei giorni lavorativi (21 a gennaio 2017 contro 19 di gennaio 2016), l'aumento degli scambi con l'estero risulta più contenuto: +10,7% per l'import e +10,1% per l'export.

I paesi Aesan (+57% su gennaio 2016), la Russia (+39,4%), la Cina (+36,5%), gli Stati Uniti (+35,8%), il Giappone (+28,8%) e la Germania (+9,6%) sono, tra i principali mercati si sbocco, i più dinamici all'export.

A gennaio 2017, rispetto al mese precedente, l'export aumenta dello 0,5% e l'import diminuisce dello 0,2%.

La crescita congiunturale dell'export, per il quarto mese consecutivo, è determinata dall'incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+2,8%), mentre quelle verso i mercati Ue (-1,3%) sono in diminuzione. La contenuta flessione degli acquisti è da ascrivere ai beni di consumo (-5,5%) e a quelli strumentali (-4,5%).

Negli ultimi tre mesi l'export cresce congiunturalmente del 3,8%, con un incremento più ampio per i paesi extra Ue (+5,9%) rispetto a quelli Ue (+2,2%).

In termini tendenziali, a gennaio 2017 si rileva un aumento sia dell'import (+15,5%) sia dell'export (+13,3%), determinato principalmente dalla sostenuta crescita dell'interscambio con l'area extra Ue. Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (21 a gennaio 2017 contro 19 di gennaio 2016), l'aumento risulta più contenuto: +10,7% per l'import e +10,1% per l'export.

In dettaglio, a gennaio 2017, Il saldo commerciale è pari a -574 milioni (+34 milioni a gennaio 2016). Al netto dell'energia, si registra un avanzo di 2,7 miliardi di euro.

Paesi Asean (+57,0% su gennaio 2016), Russia (+39,4%), Cina (+36,5%), Stati Uniti (+35,8%), Giappone (+28,8%) e Germania (+9,6%) sono, tra i principali mercati si sbocco, i più dinamici all'export. L'aumento delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (+69,4%), autoveicoli (+27,7%) e articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (+25,9%) è rilevante.

In forte crescita l'import da paesi OPEC (+53,4%) e Russia (+43,3%) e gli acquisti di petrolio greggio (+123,9%).

Nel mese di gennaio 2017 l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 4,7% nei confronti di gennaio 2016.

L'aumento dei prezzi all'importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l'indice registra un aumento dello 0,3% in termini tendenziali mentre rimane invariato rispetto al mese precedente.

L'incertezza del quadro normativo nazionale per le comunicazioni sugli acquisti di merci dai paesi Ue a gennaio 2017, superata con l'entrata in vigore della legge n. 19 del 28 febbraio 2017, ha reso necessario ampliare la quota stimata per questo flusso al fine di tenere conto del mancato contributo informativo per un ridotto sotto-insieme di operatori economici (vedi Nota metodologica).

( 17 marzo 2017 )

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