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L’industria crolla: a dicembre -5,5%. Il dato peggiore dal 2012

Parti di una turbina nella fabbrica Ansaldo Energia di Genova, 13 marzo 2018. ANSA/LUCA ZENNARO

Crolla la produzione industriale in Italia riportandosi sui minimi dal dicembre del 2012. Secondo l’Istat, corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l'indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017).

"Il crollo della produzione industriale -5,5% in un anno un dato molto preoccupante. E' la conferma che il paese sta scivolando verso la recessione. Il governo scenda dal piedistallo, apra un confronto con il mondo del lavoro su investimenti, infrastrutture, innovazione, ricerca, formazione", ha scritto su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all'anno precedente. A dicembre 2018 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. L'indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l'energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un'accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l'energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%).Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative.

Le più rilevanti sono quelle dell'industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

"Dopo il punto di massimo di dicembre 2017, in tutti i trimestri del 2018 la produzione ha registrato, al netto della stagionalità, flessioni congiunturali, con un calo più marcato nell'ultimo trimestre. Ciononostante, nel complesso dell'anno i livelli produttivi risultano in moderata crescita, grazie all'effetto di trascinamento dovuto al positivo andamento dell'anno precedente. Sempre in media annua, si rileva una dinamica positiva per i beni strumentali e per quelli di consumo, mentre sono in flessione i beni intermedi e l'energia".

( 8 febbraio 2019 )

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