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Legge di Bilancio

Manovra, arriva l'ok dalla Camera. Ora passa al Senato

Disco verde della Camera alla manovra con 270 voti favorevoli, 172 voti contrari, 5 astenuti. Il disegno di legge torna ora, in terza lettura, all’esame del Senato. Ieri il governo ha posto è ottenuto la fiducia sulla legge di bilancio nell'aula della Camera. A prendere la parola e' stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, che ha spiegato che la fiducia è stata posta sul maxiemendamento che recepisce il testo modificato dalla commissione Bilancio. In precedenza, la manovra è tornata in commissione alla Camera. Lo ha deciso l'Assemblea di Montecitorio con un voto conforme alla richiesta avanzata in tal senso dal relatore Francesco Boccia.

Infatti il relatore della manovra, ha chiseto aell'Aula della Camera "un breve rinvio in commissione del testo di non più di due ore per un rapido riesame di alcune disposizioni con problemi dal punto di visto finanziario anche sulla base di rilievi del ministero dell'Economia". "I conti sono ok. Il 2018 e il 2019 sono perfetti. E' necessario intervenire brevemente sul 2020 per una piccola correzione, più alcuni rilievi tecnici". Lo afferma il presidente della commissione Bilancio della Camera e relatore alla manovra Francesco Boccia, a proposito della necessità di tornare "brevemente" in commissione per riesaminare la legge di Bilancio.

Con un passo indietro, la premessa era quella di non voler trasformare la manovra in un ’mostro a tre testè. Il risultato però candida a segnare il record delle modifiche la ex finanziaria licenziata in extremis dopo l’ennesima maratona notturna dalla commissione Bilancio della Camera.

Solo nell’ultima nottata sono stati approvati centinaia di emendamenti, con correzioni di tutti i tipi che vanno dal nuovo rinvio della direttiva Bolkestein che ’salvà gli ambulanti fino agli sconti per le coop che assumono i rifugiati, tra le più contestate novità dell’ultima ora, passando per numerosissimi micro stanziamenti e per la creazione di innumerevoli nuovi fondi, da quello per demolire gli abusi edilizi, a quello per promuovere il commercio equo solidale a quello contro il bracconaggio ittico. Mano tesa anche alle opposizioni, con l’approvazione, ad esempio, della presenza degli osservatori Osce alle prossime elezioni, chiesta dal Movimento 5 Stelle o il fondo per i bimbi oncologici o ancora il fondo per i risparmiatori delle 4 banche e delle due venete, raddoppiato, e sottoscritto anche da Mdp.

I Cinquestelle hanno avuto l’ok anche su risorse (3 milioni) per i wifi gratuiti nei comuni e per inserire nel superammortamento anche le spese delle società per l’innovazione tecnologica. Nonostante le scarse risorse a disposizione, i deputati insomma si sono dati un gran da fare per portare a casa qualche risultato e alla fine tutti, comprese le opposizioni, sono riusciti a ottenere qualcosa. Così la manovra è diventata la ’casà utile ad esempio per introdurre le regole per educatori socio-pedagogici e pedagogisti, per salvare gli aiuti di Stato in atto nonostante i ritardi del governo nel preparare l’albo per la Ue, per incentivare i Comuni a installare lampioni a risparmio energetico o per sistemare la questione dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate. Sono saltate, invece, alcune novità annunciate come certe, in particolare sulle modifiche al Jobs Act per ridurre i limiti dei contratti a tempo determinato. Scatta invece lo stop alle buste paga in contanti con finalità anti-evasione.

Spazio invece alla correzione di diverse misure approvate appena venti giorni fa dai senatori, dalla web tax (passata dal 6 al 3%) al bonus bebè (ridotto a una proroga di 1 solo anno e erogato per il solo primo anno di vita dei nuovi nati del 2018) alla vendita delle sigarette elettroniche, con la stretta sull’online attenuata scontentando comunque gli operatori del settore o ai call center, dove la stretta invece è stata ripristinata. I lavori della commissione, caotici nelle ultime ore, si sono protratti ben più del previsto, e ora scatta la corsa contro il tempo per approvare definitivamente la legge di Bilancio prima della pausa natalizia, visto che servirà un terzo passaggio, lampo, al Senato.

L’approdo in Aula alla Camera è slittato ancora, a giovedì mattina, e non c’è chi esclude che sarà peraltro necessario un ulteriore passaggio in commissione per correggere qualche errore sfuggito tra le centinaia di carte passate al vaglio dei deputati. (ANSA). GAS-SCA 20-DIC-17 20:48 NNN

( 22 dicembre 2017 )

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