Sabato 18 novembre 2017, ore 1:51

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Legge di Bilancio

Manovra, spunta il bonus per cambiare il televisore

Nella legge di Bilancio che inizierà ad essere discussa la settimana prossima al Senato è contenuta una norma che nei prossimi anni potrebbe costringere migliaia di persone a cambiare televisore o comprare un decoder. L’articolo 89, “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G“, prevede infatti il passaggio del sistema televisivo nazionale al digitale terrestre di seconda generazione – il cui nome tecnico è Dvb-T2 – per liberare le frequenze necessarie al fine di sviluppare un sistema più veloce per la telefonia mobile.

La nuova modalità dovrebbe rendere obsoleti quasi tutti gli apparecchi televisivi. Più del 90% dei televisori attualmente nelle case degli italiani non saranno in grado di ricevere le nuove trasmissioni e richiederanno un decoder aggiuntivo o la sostituzione dell’intero apparecchio.

Nell’articolo 89 della norma che prevede la transizione alla tecnologia 5G e quindi la cessione della banda 700 agli operatori di telefonia è infatti previsto che l’Agcom approvi entro maggio del prossimo anno un nuovo piano di assegnazione delle frequenze che avverrà zona per zona, gradatamente. I diritti d’uso delle frequenze attribuiti agli operatori sono convertiti, secondo la norma, “in diritti d’uso di capacità trasmissiva in multiplex nazionali di nuova realizzazione in tecnologia DVB-T2”, il digitale terrestre di seconda generazione, una tecnologia considerata ‘salvaspazio’.

Il piano prevede anche la riforma completa della numerazione unica, il cosiddetto Lcn che è tutt’ora oggetto di contenzioso, che indica la posizione nel telecomando delle varie reti.

Se un bonus sparisce, ne arriva un altro per le tv: 100 milioni di euro entro il 2022 come contributo alle famiglie per l’adeguamento delle tv in vista dello switch off del digitale terrestre attualmente in uso, dovuto al trasferimento delle frequenze per il servizio di telefonia mobile 5G.

Mentre sparisce tra le norme ordinamentali stralciate dalla commissione Bilancio l’introduzione dell’equo compenso per gli avvocati: norma che recepisce i contenuti del disegno di legge di Orlando per fissare una giusta remunerazione per gli avvocati, considerando equo il compenso ”proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto”.

( 2 novembre 2017 )

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