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Economia

Raccomandazioni Ue: Italia promossa con debito

di Ester Crea

Le raccomandazioni della Commissione europea sorridono parzialmente all'Italia. Bruxelles, infatti, non aprirà alcuna procedura d'infrazione sul debito nei confronti del nostro paese. La conferma è arrivata dal commissario Ue, Valdis Dombrovskis in conferenza stampa. Il quale ha comunque aggiunto che "l'Italia deve continuare a ridurre il debito pubblico” che resta “il secondo più alto dopo la Grecia".

In sostanza, la Commissione nelle sue Raccomandazioni ha confermato che l'Italia ha rispettato la regola del debito e che i conti 2017 sono in linea con il Patto di Stabilità e di crescita. Ma ciò che vale per l’anno passato non vale per quello in corso. Per Bruxelles, infatti, l'aggiustamento dei conti pubblici del Bel Paese nel 2018 "appare inadeguato". In riferimento al nuovo governo italiano in via di definizione, Dombrovskis ha aggiunto: "Raccomandiamo all'Italia di continuare a ridurre il deficit e il debito con un aggiustamento strutturale di 0,6% per il 2019" (circa 10 miliardi di euro, ndr). Il suggerimento della Commissione europea all'Italia è dunque di adottare una manovra correttiva dei conti già quest'anno.

Roma, insomma, rimarrà sotto osservazione. "La Commissione rivaluterà il rispetto" delle regole del Patto di Stabilità "sulla base dei dati ex post per il 2018 che saranno notificati nella primavera del 2019", ribadisce Palazzo Berlaymont.

"L'analisi economica della Commissione presentata nelle nostre raccomandazioni è nota, le sfide identificate attendono una risposta. Quanto al debito, da amico del paese ritengo che vada ridotto per un motivo semplice: è importante per il futuro dell'Italia e degli italiani". Così il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, ricordandoci i famosi compiti a casa.

In primis le pensioni: l'Italia deve "ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica per creare spazio per altre spese sociali", avverte Bruxelles. Per l'esecutivo comunitario, la spesa pensionistica, che ammonta a circa il 15% del Pil, ora "è tra le più alte nell'Ue". Secondo l'analisi della Commissione, grazie alla riforma Fornero, la sostenibilità di lungo periodo è migliorata. Tuttavia sia nel 2017 sia nel 2018 c'è stata una marcia indietro parziale. "La spesa pensionistica è destinata a aumentare nel medio periodo". Per la Commissione, l'elevata quota della spesa previdenziale "limita altre spese sociali", incluse la lotta alla povertà e la spesa pro-crescita come l'educazione. Secondo l'esecutivo comunitario, l'Italia può realizzare "considerevoli risparmi" intervenendo sulle pensioni più elevate a cui non corrispondono contributi adeguati.

Occhio ai tempi della giustizia, poi. E alle lungaggini burocratiche. L’Europa ci chiede di ridurre la durata dei processi civili, attuando la semplificazione delle procedure, comprese quelle già in discussione. Puntare ad una più efficace prevenzione e repressione della corruzione, riducendo la durata dei processi penali e attuando il nuovo quadro anti-corruzione. Assicurare l'attuazione del nuovo quadro per la p.a e aumentare l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali. Affrontare le restrizioni alla concorrenza, compreso nel settore dei servizi, anche attraverso una nuova legge annuale sulla concorrenza.

Per quanto riguarda il fisco, Bruxelles rileva che in Italia "il peso sui fattori produttivi è ancora tra i più alti della Ue, scoraggiando investimenti e occupazione". Ma "c'è spazio per ridurlo in modo neutrale per il budget, spostando il carico su basi meno dannose alla crescita, come proprietà e consumi". Inoltre, c'è anche margine per ridurre il peso sulle aziende e sulle famiglie riducendo la complessità del codice fiscale. "L'estensione della fatturazione elettronica a tutte le transazioni del settore privato dal 2019 è un passo verso la giusta direzione", scrive la Commissione, che invece non apprezza l'aumento della soglia di pagamento in contanti perché "può scoraggiare l'uso del pagamento elettronico che per la sua natura obbligatoria aumenta il rispetto delle regole fiscali".

Quanto alle banche, l’Europa ci chiede di ridurre i crediti deteriorati, sostenere le ristrutturazioni bancarie, attuare la riforma sull'insolvenza, migliorare l'accesso al finanziamento market-based per le imprese.

Moscovici, infine, si è augurato "una cooperazione con il futuro governo italiano che sia basata sul dialogo, la comprensione e la reciprocità".

( 23 maggio 2018 )

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