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Tim: Cigs unilaterale senza un accordo sui 6.500 esuberi

La Tim conferma i 6.500 esuberi strutturali e in assenza di un accordo con i sindacati procederà unilateralmente alla cassa integrazione straordinaria. E' quanto emerso nel corso dell'incontro tra direzione del personale del gruppo e le organizzazioni sindacali.

I rappresentanti dei lavoratori non intendono accettare la proposta in assenza di un quadro chiaro della situazione aziendale e politica e hanno pertanto chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti del 24 aprile, sperando che per quella data si sia insediato il nuovo governo, in modo da conoscere la posizione dell'esecutivo sull'esercizio del golden power.

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom UiI non esludono la mobilitazione se l'azienda procederà unilateralmente alla richiesta di cassa integrazione straordinaria. In particolare, per Giorgio Serao, della segreteria nazionale della Fistel Cisl, Tim rappresenta un pezzo "di sistema Italia ed è un punto di riferimento nel paese. La diversità di visione sindacale rispetto agli obiettivi aziendali sarà riportata anche al ministro dello sviluppo economico ed al premier ancora in carica. Non siamo, come sindacato, per la separazione della rete in quanto riteniamo che ci debba essere un investimento a carattere pubblico in Tim, il perimetro deve essere unico" .

"Questo non impedisce - ha aggiunto Serao - di continuare a discutere tra aziendaco e sindacati del futuro di Tim. Il 24 aprile ci sarà una riunione del consiglio di amministrazione; non è escluso che gli assetti manageriali possano cambiare. Quindi oltre ad avere visioni diverse rispetto al piano presentato guardiamo con preoccupazione ai possibili ulteriori cambiamenti nel board. Quindi, per noi affrontare in questo momento un piano così complesso non è opportuno, è auspicabile invece rimandare tutta la discussione dopo il 24 aprile”.

"L'azienda - ha riferito anche Luciano Savant, segretario nazionale della Uilcom - ci ha riproposto il piano di 6.500 esuberi con 2.500 esodi incentivati e 4.000 prepensionamenti oltre al ricorso alla cosiddetta 'solidarietà espansiva' di 20 minuti al giorno finalizzata all' assunzione di 2.000 lavoratori. Secondo noi una richiesta del genere non può essere presa in considerazione senza un quadro di riferimento chiaro sul perimetro aziendale (alla luce dello scorporo della rete, n.d.r.), sugli assetti azionari e sulla posizione del Governo. Per questo abbiamo chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti (prevista per il 24 aprile) e la formazione del nuovo Governo".

Marco Del Cimmuto, segretario nazionale della Slc Cgil nel richiedere la creazione di un Fondo nazionale specifico di sostegno alla ristrutturazione del settore, ha reso noto "che i sindacati stanno già mettendo a punto le iniziative di mobilitazione nel caso di iniziative aziendali unilaterali". "Se l'azienda dovesse andare avanti con la cigs - ha avvertito il dirigente della Cgil - noi siamo pronti alla mobilitazione".

(Domani su Conquiste tabloid articolo integrale di Rodolfo Ricci)

( 13 marzo 2018 )

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