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Bruxelles gela la crescita italiana: il Pil 2019 scenderà a +0,2%

di Rodolfo Ricci

In Italia lo spread è calato a dicembre, dimostrando che sulla manovra "abbiamo preso la giusta decisione, immaginiamo cosa sarebbe successo se non l'avessimo fatto". Questa la premessa del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici presentando le previsioni economiche. Moscovici poi in merito alla condivisibilità dell'ottimismo del governo italiano: "I fatti parlano. Non sembra che l'espansione keynesiana prevista si stia materializzando in modo forte, malgrado un miglioramento della situazione finanziaria e dello spread. E credo che su questo si dovrebbe riflettere", sottolinea Moscovici.

Nel 2019 il Pil italiano "scenderà a +0,2%, considerevolmente meno di quanto anticipato" nelle previsioni autunnali (+1,2%): lo scrive la Commissione Ue nelle nuove stime che vedono un'attività economica "anemica" nella prima metà dell'anno. La revisione, la più ampia in Ue, è dovuta a "un rallentamento peggiore del previsto nel 2018, incertezza di policy globale e domestica e a una prospettiva degli investimenti molto meno favorevole". La stima del Pil 2018 è 1%, nel 2020 0,8%, e l'Italia resta fanalino di coda in Ue. "L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018", ed è finita in contrazione nella seconda metà, col Pil "calato di 0,2% negli ultimi tre mesi". Ma mentre la frenata iniziale era "largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell'attività economica è dovuto a una domanda interna pigra, in particolare su investimenti", mentre pesa "l'incertezza legata alla policy del Governo e l'aumento dei costi di finanziamento".

Le prospettive di crescita italiane "sono soggette ad elevata incertezza", scrive la Commissione Ue nelle nuove stime economiche. "Un'economia globale più debole dell'atteso, l'impatto sul sentimento dell'aumentata incertezza di politiche e le condizioni di finanziamento del settore privato possono portare a un calo maggiormente protratto", spiega Bruxelles.

"È l'ennesima doccia gelata. Purtroppo ancora dati negativi. È talmente chiaro quello che sta accadendo. Cala la produzione industriale, calano gli investimenti e purtroppo la legge di bilancio non rilancia l'economia del paese. È evidente che le cose stanno andando male", ha commentato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Tanto ottimismo immotivato che abbiamo visto in questi giorni anche dal Presidente del Consiglio. Ma non è così. Bisogna svegliarsi ha ribatito Annamaria Furlan - tornare con i piedi per terra, vedere che la nostra economia continua a rallentare drammaticamente. Il Governo deve cambiare la propria linea economica, mettendo mano decisamente agli investimenti produttivi ed alla tastiera della crescita e dello sviluppo, a cominciare dallo sblocco delle infrastritture. Lo diremo con forza sabato nella nostra manifestazione unitaria a Piazza San Giovanni. È inconcepibile il blocco delle grandi opere che potrebbero attivare più di 400 mila posti di lavoro. Bisogna investire in innovazione, ricerca, formazione, ben altro che tagliare i fondi di impresa 4 punto zero come fa la legge di bilancio".

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( 7 febbraio 2019 )

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