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Usa

Midterm, l’onda lunga si ferma al Wisconsin

Il voto di midterm di ieri consegna agli Usa un Congresso profondamente diviso, specchio di un Paese provato da due anni di politica urlata, fondata sulla guerra al nemico interno. I democratici sull'onda della rabbia verso Donald Trump riconquistano la Camera dopo otto anni e ottengono poltrone chiave di governatore, con liberali e moderati uniti contro il presidente, ma i repubblicani rafforzano la loro maggioranza al Senato, conquistando una serie di seggi in stati di orientamento conservatore.

La maggior parte dei commentatori stamane mette in rilievo la straordinaria avanzata delle donne, che hanno trascinato il partito dell’asinello alla conquista della Camera. C’è però una vittoria particolarmente significativa per i Dem, ma soprattutto per i sindacati: quella per la poltrona di governatore del Wisconsin. Il repubblicano Scott Walker è infatti stato sconfitto da Tony Evers. Walker, eletto tre volte governatore, aveva condotto delle battaglie conservatrici nello stato soprattutto contro i potenti sindacati locali. La vittoria di Ever è un importante passo per riprendere il controllo di uno stato tradizionalmente blu dove i candidati presidenziali democratici avevano vinto per sei elezioni consecutive prima della vittoria di Trump del 2016, soprattutto grazie al sostegno dei “blue collar” bianchi.

Nemico giurato delle organizzazioni dei lavoratori, Walker era stato definito da Richard Trumka, leader della più grande confederazione sindacale statunitense, l’Afl-Cio, “una disgrazia nazionale”. Tra i suoi provvedimenti più significativi, si ricorda una legge in materia di diritto del lavoro che impedisce ai dipendenti del settore privato di avere detratte dalla busta paga le quote sindacali. Una battaglia, quella contro il sindacato, che Walker avevamo trasfomato nella sua identità politica nella corsa alle primarie per il partito repubblicano, inesperienza in politica estera. "Se posso battere 100mila manifestanti, posso fare lo stesso in tutto il mondo", aveva detto, aggiungendo che "la decisione di politica estera più significativa, dal suo punto di vista" era stata la decisione di Ronald Reagan di interrompere uno sciopero dei controllori del traffico aereo nel 1981: quello - è la tesi di Walker - convinse l'Unione Sovietica che Reagan non doveva essere preso alla leggera.

( Articolo completo domani su Conquiste Tabloid )

( 7 novembre 2018 )

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