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Elezioni europee

Affluenza boom, i populisti avanzano ma non sfondano

Lo si era detto alla vigilia e i numeri lo hanno confermato: mai come stavolta le elezioni europee sono riuscite a coinvolgere il cuore e la testa degli elettori del Vecchio Continente. Un’affluenza record nei principali Paesi - tranne che in Italia - è il dato più eclatante di una tornata elettorale carica di una valenza politica inedita: una scelta di campo su quale futuro dare all’Europa. Un derby tra europeisti e sovranisti nel quale i secondi, seppure in crescita in diversi Paesi, non riescono a sfondare e con ogni probabilità resteranno fuori dai giochi.

"Credo sia significativo che, al di là delle alleanze che scaturiranno, si sia riconfermeta la volontà dei cittadini e delle cittadine di stare in Europa. Un' Europa che però deve cambiare, che deve mettere al centro il lavoro, la crescita, la dignità e la qualità della vita", ha commentato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al Tg2.. "Confermare la volontà fortemente europeista ed anche l'esigenza di cambiare l'Europa credo che sia questo il vero risultato di queste elezioni europee", ha sottolineato la Furlan, indicando che "la strada sta nel mettere al centro l'Europa del lavoro", "il collante sociale". E "cambiare il fiscal compact e dire finalmente che quando si investe in infrastrutture, formazione, innovazione, ricerca non è soltanto un allontanarsi dai coefficienti europei ma significa investire sul futuro".

I risultati delle elezioni europee cambieranno il volto del Parlamento di Strasburgo, in cui per la prima volta dal 1979 i popolari (Ppe) e i socialisti (S&D) hanno perso la maggioranza. Infatti, secondo i voti ottenuti, i popolari andranno ad occupare 180 seggi mentre i socialisti ne conquisteranno 150. Insieme, i due gruppi arriverebbero quindi a quota 329 scanni, mentre la maggioranza, su 751 seggi totali, è fissata a 376. Questa volta, per raggiungerla, le due famiglie politiche tradizionali dovrebbero allearsi con l'Alde, il gruppo dei liberali guidati da Guy Verhofstadt che ha dimostrato un aumento importante di voti, per cui ha guadagnato 107 seggi. Associandosi, i popolari, i socialisti e i liberali potrebbero avere la maggioranza nell'Europarlamento con 436 scanni. Se si aggiungessero anche i Verdi, con i loro 70 seggi, si salirebbe addirittura a 506.

La nuova Lega di Matteo Salvini diventa sempre più un partito nazionale, non solo risultando il primo partito in queste europee, con il 34,33% dei consensi, ma aumentando sensibilmente anche nel centro e al Sud, dove M5s rimane il partito più votato, pur dimezzando i voti. Il Movimento di Davide Casaleggio e Luigi Di Maio si ferma al 17,07% e rispetto alle politiche ribalta in negativo i rapporti di forza con l'alleato di governo e in più subisce il sorpasso da parte del Pd allargato di Nicola Zingaretti, che ottiene un 22,70% dal significato a doppia

( 27 maggio 2019 )

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