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Alimentaristi, unità per i rinnovi contrattuali

Si tratta di appuntamenti molto importanti, ma rappresentano un percorso fondamentale per tutto il Paese, se solo si pensa che l'agroalimentare resta la prima filiera del made in Italy nel mondo, che tra industria e cooperazione alimentare occupa circa 465 mila lavoratori, con 58 mila aziende. E allora per i rinnovi contrattuali dell’industria e della cooperazione alimentare "non possiamo che ribadire l’importanza delle linee guida unitarie, così come riteniamo fondamentale il faro rappresentato dal Patto della Fabbrica. Le ragioni dell’unità sindacale vanno difese e diffuse, spezzare il filo del lavoro comune produrrebbe una frammentazione dannosa della rappresentanza agroalimentare e ambientale nel momento di massimo bisogno di compattezza ai tavoli di negoziazione". Questo il messaggio del segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, nel suo intervento al seminario "Il futuro della contrattazione collettiva in Italia",che si è svolto ieri a Roma presso il Cnel.

La linea sembra già definità: "Spendersi per l’azione unitaria al tavolo degli alimentaristi - ha spiegato Rota - significa anche non ammettere personalismi demagogici da parte di alcuno. Chi, in casa Uila Uil, si è prodotto nelle scorse settimane in esternazioni di questo genere, proponendo la richiesta di un incremento salariale di 250 euro mensili, deve sapere che danneggia l’interesse dei lavoratori. Noi crediamo sia giusto opporsi ad ogni forma di populismo, anche di matrice sindacale. È nel perimetro della competenza e della responsabilità unitaria che si devono cercare le migliori soluzioni. Uscire da questo perimetro vuol dire assumersi responsabilità molto gravi e invitare a giocare a chi la spara più grande: perché non proporre aumenti di 500 o 700 euro? Siamo certi che i lavoratori sarebbero tutti d’accordo". Toniamo al messaggio iniziale: non è così che si ottengono risultati. E chi fa sindacato e contrattazione da tanti anni dovrebbe saperlo. Almeno che non intenda fare autocritica nei propri confronti, e dire che finora non ha saputo stare ai tavoli e negoziare su ciò che è giusto per i lavoratori.

Anche Ivano Vacondio, neo presidente di Federalimentare, ha confermato l’interesse a fare il nuovo contratto nazionale e a mantenere dei buoni rapporti con i dipendenti. "Ma - ha tenuto a precisare - non ci sono risorse per fare tutto. E’ vero il settore è cresciuto in controtendenza rispetto agli altri, ma l"andamento positivo è dovuto alla capacità di imprenditori e dipendenti di stare sul mercato ed esportare volumi da record" .

L'incontro, organizzato dalla Fai e dalla Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche, in collaborazione con Adapt, si è concluso con l'intervento del segretario confederale della Cisl Andrea Cuccello, che segue per il sindacato di Via Po l'agroalimentare. Cuccello ha descritto il quadro politico e sociale del Paese: “Viviamo in un Paese incattivito, impaurito, con anziani che vivono in povertà e dove non si fanno più figli”, ha detto: “Fondamentale il ruolo delle organizzazioni sindacali e delle grandi imprese".

(Domani su Conquiste tabloid l’articolo integrale)

Leggi anche:

ALIMENTARE, ROTA: “PER CCNL PRONTO CRONOPROGRAMMA. FONDAMENTALE AMPLIARE LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI"

 

( 15 gennaio 2019 )

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