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Barilla punta sui sughi: a Rubbiano investe 50 milioni e assume 60 addetti

Barilla investe 50 milioni e assumerà 60 dipendenti per l'ampliamento dello stabilimento sughi per pasta di Rubbiano, nell'appennno Parmense, inaugurato nell'ottobre 2012 dall'ex premier Mario Monti. Nel 140esimo anniversario della fondazione, lo ha annunciato come il più grande e efficiente impianto di produzione sughi in Europa e tra i più sostenibili al mondo. Rubbiano è stato realizzato con un investimento di 40 milioni; le vendite sono cresciute di oltre il 45% da allora e sono destinate per il 75% all'export. Lo stabilimento produce la gamma dei sughi a base pomodoro e quella dei pesti e pestati. Ora produrrà anche tutte le ricette con carne.

"La decisione di Barilla di investire 50 milioni di euro nello stabilimento di Rubbiano per raddoppiare la produzione è davvero un'ottima notizia, che dimostra come investire in Italia, e in particolare nell'agroalimentare, sia non solo possibile, ma anche il modo migliore per spingere un motore che fa crescere e correre l'intero Paese", ha commentato Luigi Sbarra, segretario generale della Fai CIsl. "Ora la sfida  - ha sottolineato Sbarra - passa al livello contrattuale e negoziale, e si sostanzia nella capacità delle parti sociali a mettere in campo strumenti che siano i più adeguati per massimizzare i benefici di questa importante decisione. Vuol dire puntare a scelte che incrementino competitività e produttività attraverso leve di partecipazione sempre più efficaci. La lungimiranza del Gruppo Barilla unita alla responsabilità delle organizzazioni sindacali, della Fai Cisl in primo luogo, ora può davvero segnare una svolta in termini di sviluppo integrato del settore".

In dettaglio, un investimento che celebra i 140 anni di vita di Barilla nella food valley parmense e che risponde a una domanda di sughi cresciuta ben oltre le previsioni del leader mondiale della pasta (+45% i volumi venduti dal 2012 a oggi, per i tre quarti esportati) tanto da aver già saturato lo stabilimento. I cantieri lo trasformeranno in una fabbrica-modello green e glocal: l’ampliamento permetterà di ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 (-7%), i consumi di acqua (-9%) e il recupero degli scarti (riciclando il 95% dei rifiuti); porterà all’assunzione, a regime, di altre 60 persone oltre alle 120 già operative in azienda (l’obiettivo è arrivare al 2020 con il 50% di occupazione femminile) e garantirà l’utilizzo di ingredienti, ricette e tecnologie 100% made in Italy, con materie prime tracciate e certificate, dal pomodoro della pianura padana alla carne di capi allevati esclusivamente in Italia.

”Sarà una fabbrica totalmente integrata, progettata internamente e assolutamente coerente con la nostra strategia aziendale del “Buono per te, buono per il pianeta”, ha dichiarato Carlo Carteri, responsabile degli stabilimenti pasta e sughi in Europa - e sarà caratterizzata da impianti e tecnologie innovative, robotizzate e digitalizzate, in linea con le logiche dell’Industria 4.0, in grado di elevare ulteriormente i già alti livelli di qualità e sicurezza del prodotto, coniugando gli aspetti di efficienza e flessibilità, anche attraverso un sofisticato sistema di tracciabilità”.

Il progetto è stato comunicato ai sindacati di riferimento che ”saranno direttamente coinvolti nel percorso di confronto sullo sviluppo del sito produttivo, che si prevede sarà completato ed operativo entro il 2018".

Anche Fai, Fai e Uila di Parma giudicano positivamente l’annuncio di Barilla di un importante investimento in provincia di Parma. "È sicuramente un fattore positivo e sintomo di competizione basata sulla qualità delle produzioni e del lavoro l’internalizzazione delle produzioni, con la ricomposizione del ciclo produttivo nel rispetto di tutti gli attori della filiera, dai produttori nei campi fino alla distribuzione finale - scrivono in una nota congiunta - Barilla nel 2011 ha scelto di portare “in casa” la produzione dei sughi, ha costruito uno stabilimento nuovo e negli anni, grazie ai buoni risultati ottenuti e ad una serie di accordi sindacali, ha creato un sito con circa 120 addetti diretti a tempo indeterminato. Oggi sappiamo che questa crescita continuerà e che l’ampliamento previsto porterà altra occupazione di qualità nel sito di Rubbiano, merce rara di questi tempi. Ancora una volta si dimostra che pur in un quadro di perdurante difficoltà e con crisi sempre originate da fattori estranei ai lavoratori e alla produzione la nostra provincia è un valore aggiunto nel settore agroalimentare grazie alle sue imprese e alla professionalità dei lavoratori coinvolti".

( 17 febbraio 2017 )

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