Domenica 20 settembre 2020, ore 2:23

Quotidiano di informazione socio‑economica

Agricoltura

Caporalato, approvato il primo piano nazionale. Più vigilanza e contrasto

di Rodolfo Ricci

Prevenzione, più vigilanza e contrasto, uniti a protezione, assistenza e reinserimento socio-lavorativo per le vittime. È quanto prevede il primo Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato (2020-2022), approvato a Roma al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dieci le azioni prioritarie.

"È stato avviato il percorso giusto, ora si può alzare l’asticella delle battaglie contro lo sfruttamento, nessuno ha più alibi per non agire”, affermano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, intervenuti alla riunione del tavolo contro il caporalato, che si è svolto oggi presso il ministero del Lavoro. "Abbiamo ribadito che su 1 milione di lavoratori agricoli - affermano i sindacati - il 90% è a tempo determinato e necessita di costanti azioni di tutela. A tutti i lavoratori, attraverso la contrattazione, possiamo garantire dignità, strumenti di welfare, lavoro in sicurezza, ma occorre togliere qualsiasi margine di azione ai caporali che spesso organizzano pacchetti ’all inclusivè e offrono a chi cerca lavoro anche alloggi, trasporti e servizi, il tutto nella totale illegalità”.

Per i sindacati va affrontata, in particolare, "la condizione di tanti migranti divenuti irregolari che non possono avvalersi degli strumenti offerti dallo Stato. Se sono stimati 400 mila sfruttati, non si può continuare a fare finta di niente, a queste persone va riconosciuta dignità, va data la possibilità di emergere nella legalità.

Per Fai, Flai e Uila occorre, infine, valorizzare maggiormente, tramite il piano triennale, anche gli enti bilaterali, importanti presidi territoriali che oltre alla formazione dei lavoratori e alla sicurezza sul lavoro possono essere rilevanti per una gestione più trasparente del mercato del lavoro, come non è più rinviabile l’istituzione delle Sezioni Territoriali della Rete per il lavoro agricolo di qualità.

Il Piano è frutto della collaborazione di tutte le Istituzioni impegnate a livello centrale, regionale e locale contro lo sfruttamento e il caporalato, riunite nel Tavolo presieduto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e aperto anche ad associazioni di categoria, sindacati e Terzo settore.

Il Tavolo, inoltre, è supportato dall’International Labour Organization nell’ambito di un programma di sostegno alle riforme strutturali (Srsp) finanziato dalla Commissione europea. Partendo da una mappatura dei territori e dei fabbisogni di manodopera agricola, il Piano affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo, seguendo 4 assi strategici: prevenzione; vigilanza e contrasto; protezione e assistenza; reintegrazione socio-lavorativa. Sarà la Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a curare la segreteria del Tavolo.

La stessa Direzione Generale ha già impegnato 88 milioni di euro (su fondi Fnpm, Fami, Fse - Pon Inclusione) in interventi contro lo sfruttamento lavorativo. Sistema informativo per il mercato del lavoro agricolo, innovazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, rete del lavoro agricolo di qualità e certificazione dei prodotti, pianificazione dei flussi e potenziamento dei servizi d’incontro tra domanda e offerta di lavoro, alloggi dignitosi, soluzioni di trasporto, campagne di comunicazione, stretta su vigilanza e contrasto, protezione e prima assistenza delle vittime, reinserimento socio-lavorativo delle vittime: queste le 10 azioni prioritarie del Piano.

Secondo una analisi della Coldiretti, viene ottenuto da mani straniere più di un quarto del made in Italy a tavola, con 370 mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

( 20 febbraio 2020 )

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