Giovedì 2 luglio 2020, ore 17:49

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Osaka

Conte e Tria ottimisti sulla procedura d’infazione Ue

Ostentano ottimismo il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. E da Osaka hanno assicurato che Roma riuscirà a scongiurare la procedura di infrazione, non per qualche colpo di "magia", ma perchè lo dicono i numeri: i conti dell’Italia sono in ordine. Al G20 in Giappone, ha detto il premier, non c’è stato alcun "mercanteggiamento", perchè non era la sede "per condurre una trattativa". Ma certo è stata un’occasione per una serie di scambi tra i leader. Nessun bilaterale ufficiale, escluso quello con il premier indiano Narendra Modi, ma brevi colloqui con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. Non propriamente una trattativa. E, soprattutto, scambi squisitamente politici per intrecciare anche il pacchetto nomine europee con la procedura italiana. In realtà l’accordo di massima, sul fronte dei numeri, sarebbe già fatto e se non si tratta tecnicamente di un rinvio, in ogni caso ci sarebbe una blindatura dei conti del 2020.

Intanto  il governo corregge i conti. Non solo registrando con l’ assestamento il miglioramento del quadro dei conti pubblici, ma anche con l’approvazione di un decreto ad hoc con cui l’esecutivo ritiene di essersi riportato in linea con il Patto di stabilità, e di aver creato le condizioni "per rendere ingiustificato l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia". I numeri del Mef promettono, per portare l’aggiustamento strutturale dei conti a 0,3 punti percentuali, un taglio dell’indebitamento netto di 7,6 miliardi. Congelando da subito un miliardo e mezzo dai due maxi-fondi per reddito di cittadinanza e quota 100, e destinando tutti i risparmi da qui a fine anno sulle due misure-bandiera al "miglioramento dei saldi di finanza pubblica". Ll’esecutivo ha accompagnato l’ assestamento con un provvedimento urgente per blindare il disavanzo di quest’anno che dovrebbe fermarsi, stando alle nuove previsioni, al famoso 2,04 previsto nell’accordo con Bruxelles di dicembre, con una correzione rispetto al 2,4% che era stato indicato ad aprile a causa della brusca frenata della crescita. Aiuta anche un saldo netto da finanziare "in sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali" della scorsa legge di bilancio, con un saldo netto da finanziare visto a poco meno di 20 miliardi e un avanzo primario stimato in 49,2 miliardi.

Tria, incontrando i giornalisti a margine del G20, ha assicurato che l’Italia non ha mai parlato di rinvio, un’ipotesi, ha sottolineato, "che non ha precedenti" nella storia europea, ma è indubbio che per scongiurare un’infrazione deleteria per i conti Roma ha dovuto di fatto blindare le previsioni di spesa per l’anno prossimo. "Mi aspetto un giudizio positivo - ha assicurato Tria - perchè il complesso degli impegni del prossimo anno e quello che si sta facendo quest’anno, che è il risultato essenzialmente di una politica di bilancio molto oculata e molto prudente, ritengo che corrisponda" al rispetto delle regole. Prudenza e oculatezza che non possono evitare di ipotecare la flat tax. Il premier in conferenza stampa ha gettato acqua sul fuoco ed ha assicurato che il provvedimento bandiera del vicepremier Matteo Salvini si farà, ma ha anche preso tempo. Ed è tornato ad incasellarlo in una più ampia riforma fiscale.
 

( 2 luglio 2019 )

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