Lunedì 20 novembre 2017, ore 18:28

Quotidiano di informazione socio‑economica

Allarme Coldiretti

La filiera del cibo in mano a poche multinazionali

"Non sono mai stati così pochi i 'padroni' del cibo, con il potere concentrato nelle mani di un pugno di multinazionali che controllano la filiera alimentare mondiale, dalle sementi ai pesticidi, dalla trasformazione industriale alla distribuzione commerciale". E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti nel rapporto Ipes-Food presentato al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, nel ricordare gli ultimi sviluppi di acquisizioni e alleanze nel settore: Whole Foods Market è passato nelle mani di Amazon, Google si è alleato con con Walmart, leader mondiale della distribuzione alimentare, mentre sul mercato delle sementi e dei pesticidi sono in corso le megafusioni Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta.

"Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali - aggiunge Coldiretti - é dunque stretto in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all'allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche nell'acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare".

"La perdita di potere contrattuale - continua la Coldiretti - si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale. Inoltre, l'elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi".

Al termine delle mega fusioni in atto tra Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta (alle quali si aggiunge la pianificata fusione con Sinochem nel 2018), tre sole società - prosegue la Coldiretti nel rapporto presentato al Forum dell'Agricoltura e Alimentazione - potrebbero controllare più del 70% dei prodotti fitosanitari per l'agricoltura e più del 60% delle sementi a livello globale. Inoltre, circa il 90% del mercato globale dei cereali e' controllato da soli quattro gruppi mondiali, vale a dire ADM-Archer Daniels Midland (Usa), Bunge (Usa), Cargill (Usa), Louis Dreyfus Commodities (Francia), mentre nella trasformazione alimentare si stima che le 10 più grandi aziende di cibo e bevande possiedano il 37,5% della quota di mercato mondiale delle prime 100. Nella distribuzione organizzata i 10 più grandi rivenditori di generi alimentari coprono il 29,3% delle vendite mondiali, che ammontavano in totale a 7,5 mila miliardi di euro, con il primo gruppo Walmart che fattura da solo 262,5 miliardi di dollari. "Il risultato - conclude Coldiretti - è che per ogni euro speso dai consumatori per l'acquisto di alimenti, meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo, mentre il resto viene diviso tra l'industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore. Inoltre, il prezzo di un prodotto aumenta quasi sette volte dal campo alla tavola per colpa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera".

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Ha pubblicato, In particolare, una ricerca, elaborata da esperti internazionali in leggi sulla concorrenza dell’University College di Londra, che spiega come Bay-Santo controllerebbe il nostro intero sistema alimentare. Bay-Santo vorrebbe che gli agricoltori comprassero tutto ciò di cui hanno bisogno da un’unica azienda. Iniziando con gli Ogm, i semi e i pesticidi, quali prodotti principali, Bay-Santo offrirà anche fertilizzanti, attrezzatura digitale e macchinari agricoli.

La sua promessa è la seguente: risultati migliori comprando tutto da un’unica fonte; ma ciò che non dice è che gli agricoltori dipenderanno da un’unica azienda e, se questa alzerà i prezzi, agli agricoltori non resterà alcuna scelta.

Come azienda unica, Bay-Santo troverà nuovi modi di speculare, rendendo la natura sterile, creando semi geneticamente modificati che non potranno produrre semi nella generazione successiva (ibridi) e resistenti all’erbicida glifosato. Il risultato: monoculture (anche dette "green deserts" o “deserti verdi”) e cibo avvelenato.

La conclusione della ricerca è schiacciante. La fusione proposta tra Bayer e Monsanto dovrebbe essere bloccata, anche secondo la giurisdizione, seppur limitata, delle leggi europee in materia di concorrenza in cui si vieta la concentrazione del mercato nelle mani di poche aziende. "Quando abbiamo ricevuto i risultati abbiamo subito presentato la ricerca quale documento ufficiale nella revisione della procedura di fusione. Ora dobbiamo assicurarci che il Commissario Vestager ascolti la voce di migliaia di consumatori europei che si rivolgono a lei per fermare la fusione. Le abbiamo fornito dei buoni argomenti per farlo. Ora mostriamole il potere delle persone".

Alimentare, mai così pochi i padroni del cibo

( 20 ottobre 2017 )

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