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Nestlè, primi spiragli per Perugina. Prossimo incontro il 9 novembre

presidio perugina

Primi spiragli per Perugina. Il prossimo tavolo sul futuro della azienda è stato convocato al Mise per il 9 novembre. Cosi' si è chiuso l'incontro a Roma tra il sottosegretario Teresa Bellanova, i rappresentanti delle sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e la delegazione della multinazionale, rappresentata dal capo del personale del gruppo Nestlè,' Italia Gianluigi Toia. "Non siamo soddisfatti di come e' andata. Nestle' porta avanti le proprie idee, noi sulle nostre - ha commentato Dario Bruschi, segretario generale della Fai Cisl Umbria - domani in assemblea con i lavoratori sottoporremo il percorso che ci e' stato proposto dal ministro. E' in quella sede che dovremo impegnarci a discutere, a trovare soluzioni".

"La Perugina non si tocca, lavoro, lavoro, lavoro": è stato questo il grido che si è alzato stamani davanti allo stabilimento di San Sisto "in difesa della Perugina, del lavoro, della città e della regione". In attesa delle notizie da Roma, dove al ministero dello sviluppo economico era in corso il summit tra la Nestlè, il ministero e le delegazioni di Rsu e sindacati, la giornata nel capoluogo umbro si è caratterizzata dal presidio organizzato in occasione dello sciopero proclamato dalla Rsu.
Tutto questo per manifestare contro gli esuberi dichiarati dalla multinazionale con la richiesta "che si arrivi - è stato detto - ad un processo di revisione del piano industriale e a un forte intervento del governo". Primo risultato dello sciopero, sottolineano i sindacati, è quello di "una fabbrica bloccata".
Intorno alle ore 10 si è svolta anche una "azione simbolica" con l'occupazione della strada da parte di lavoratori e conseguente blocco del traffico per cinque minuti. È stata rimarcata in questa mobilitazione "la centralità della Perugina per tutto il territorio". Lo ha ricordato al microfono anche don Claudio, parroco di San Sisto, e per 24 anni prete della Perugina: "E' un simbolo, se perdiamo qua perdiamo ovunque", ha detto. "Dovete essere uniti - ha poi aggiunto rivolgendosi ai lavoratori. La fabbrica è cambiata molto, una volta c'erano i padroni: molto meglio di oggi che invece è come parlare al vento".

"Il piano industriale va cancellato completamente e diciamo no a 364 licenziamenti per la Perugina e per il gruppo Nestlè" ha affermato il segretario generale della Cgil di Perugia, Filippo Ciavaglia. "Bisogna ragionare insieme - ha aggiunto - e senza una spada di Damocle sulla testa come questa". Ciavaglia, ringraziando per la solidarietà di politica e istituzioni ha però affermato: "Non bastano presenza e dichiarazioni, serve concretezza". Anche per il segretario della Uil Claudio Bendini "bisogna scendere in campo in maniera unita, forte e inequivocabile". È stata dunque ribadita la necessità di una mobilitazione in tutto il territorio regionale. L'appuntamento ora è per l'assemblea di fabbrica in programma domani dove sono state convocate le assemblee generali alla presenza delle segreterie nazionali di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. La protesta, intanto, continua a correre anche sui social grazie all'hashtag #IoDifendoLaPerugina lanciato dai lavoratori della Perugina

 

 

 

 

 

 

 

( 27 settembre 2017 )

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