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Codice appalti, sindacati lanciano offensiva contro massimo ribasso

"Un notevole passo avanti per la legalità, la trasparenza, la sicurezza ed il rispetto tanto dell'ambiente quanto dei contratti". Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, definisce il nuovo codice per gli appalti pubblici, conversando con i giornalisti in occasione del convegno organizzato da Cgil, Cisl e Uil, stamane a Roma. E questo "passo avanti" verso la legalità deve avere al massima estensione: "Io penso", afferma Furlan, "che debba riguardare tutte le gare anche al di sotto della soglia di un milione di euro e che le regole valgano per tutti, per il privato come per il pubblico".

E' questo, infatti, il tema che i sindacati pongono con forza sul tavolo, proprio perché, contrariamente a quanto sollecitato dagli stessi sindacati, il nuovo codice ha mantenuto il criterio del massimo ribasso per l'affidamento di lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro.

"Un tema delicato e diffuso", come sottolineato da Stefano Macale, segretario nazionale della Filca-Cisl in occasione dell'audizione parlamentare di pochi giorni fa, precisando che gli appalti inferiori al milione di euro rappresentano ben l'80% del totale". "Come abbiamo ripetuto alla senatrice Fabbri in Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro, il massimo ribasso si ripercuote sulla sicurezza e sul salario dei lavoratori, i primi a pagare le conseguenze del crollo degli importi in fase di aggiudicazione. Un'altra voce di risparmio per le imprese interessate è la qualità del materiale utilizzato per la realizzazione delle opere, come la cronaca purtroppo ci ricorda ogni giorno. E' per tutti questi motivi che chiediamo un maggiore ricorso al criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa, che si ottiene solo abbassando la soglia degli importi delle gare, indicata dall'articolo 95 del testo", ha concluso Macale.

Del resto, lo stesso presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, non ha nascosto le proprie perplessità. "L'articolo 36 del nuovo codice degli appalti (sul massimo ribasso, ndr.) non mi piace particolarmente: l'Anac e' intervenuta con delle linee guida per le amministrazioni che, se dovessero funzionare, renderebbero intelligente la norma garantendo la giusta flessibilità e velocità", ha spiegato Cantone, conversando con i giornalisti. Riferendosi al dibattito tra chi dà una priorità alla velocità degli appalti e chi invece mette al primo posto i controlli anticorruzione, Cantone ha auspicato una soluzione di equilibrio. "Credo - ha aggiunto - che il nuovo codice debba trovare una soluzione equilibrata".
 

(Speciale domani su Conquiste Tabloid a cura di Giampiero Guadagni e Ilaria Storti)

( 18 novembre 2016 )

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