Domenica 19 febbraio 2017, ore 12:44

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Lavoro

Avanti con lo smart work, ma serve più coraggio

Teamwork of businesspeople

Avanti con il ddl che intende introdurre e disciplinare lo smart work. Ma servono correttivi. E' questa l'idea espressa dai sindacati, chiamati stamane dalla commissione lavoro della Camera ad esprimere il proprio parere in materia. "E' importante riconoscere il valore di queste forme lavorative - ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni - ma serve più coraggio". 

Nel merito, la Cisl chiede che si aggiungano prestazioni assistenziali di portata più ampia per gli iscritti alla gestione separata; di ampliare la possibilita' di sportelli dedicati ai lavoratori autonomi alle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative; di riconoscere il pagamento della malattia dal terzo giorno e non dal quarto; di equiparare i tempi del congedo parentale a quello dei lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda il lavoro agile, dare spazio alla contrattazione collettiva e solo in mancanza di questa all'accordo individuale; inoltre, garantire il diritto (e non la possibilità) all'apprendimento continuo.  La Cgil sostiene l'importanza di prevedere la formazione per questi lavoratori e insiste sulla necessità di tutele: in particolare, va previsto il divieto di controllo attraverso dispositivi da parte del datore di lavoro, senza l'autorizzazione del lavoratore. La Uil propone la costituzione di un fondo di natura mutualistico-assicurativa alimentato da un contributo obbligatorio a carico principalmente del committente la prestazione. In merito al lavoro agile, evidenzia l'assenza di un richiamo e di una valorizzazione della contrattazione collettiva. Infine, secondo la Uil andrebbe previsto un sistema di totalizzazione dei contributi che permetta ai lavoratori di avere un sistema di welfare "congruo e tutelante".

Il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, aprendo la seduta della commissione, stamane, ha spiegato che l'intento tanto della maggioranza quanto dell'opposizione, sia di far approvare il ddl sul lavoro autonomo e agile per “febbraio” e “considerati i tempi non infiniti di questo governo riteniamo che il tempo per arrivare in Aula sia quello di gennaio”.

“Al Senato - ha detto Damiano aprendo la seduta della commissione - il provvedimento è rimasto dieci mesi. Noi non abbiamo altrettando tempo a disposizione”. Quindi, ha proseguito, “l'intendimento politico della commissione sarebbe quello di consentire, data l'importanza di questo provvedimento, sul quale mi pare pur nelle dovute distinzioni tra maggioranza e opposizione, ci sia l'idea convergente di farlo approvare”.

Per Damiano si può “procedere in modo spedito compatibilmente con i lavori dell'Aula e con i lavori della commissione. Questo - ha sottolineato - è un intendimento generale”.

(Approfondimento domani su Conquiste Tablod)

( 10 gennaio 2017 )

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