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Borsellino, 25 anni fa la strage di via D’Amelio

'Italia ricorda la strage di via D'Amelio in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta. Sono passati 25 anni da quel 19 luglio 1992, giorno in cui una Fiat 126 contenente circa 90 chilogrammi di esplosivo saltò in aria in via Mariano D'Amelio 21 a Palermo, sotto il palazzo dove viveva la madre di Borsellino, presso la quale il giudice quella domenica si stava recando in visita. L'attentato, di stampo mafioso, fu il secondo nel giro di due mesi: il 23 maggio 1992 era toccata la stessa sorte a Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci.

"A 25 anni dalla strage di Via D’Amelio la nostra commozione è sempre forte. Le istituzioni, il mondo del lavoro e la società civile devono essere ancora più uniti nel nome di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. La Cisl non dimentica il loro sacrificio. La battaglia contro la mafia e per la giustizia non è finita. Va combattuta oggi più di ieri con determinazione sull’esempio coraggioso di tanti magistrati e di tanti poliziotti che sono caduti per l’impegno contro l’illegalità ed il ricatto della mafia". Lo scrive la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla pagina Facebook della Cisl, ricordando l’anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino e dei suoi cinque agenti di scorta avvenuto venticinque anni fa in Via D’Amelio a Palermo.

In quel palazzo Borsellino era andato a fare visita alla madre. Ci sarà una seduta straordinaria dell'assemblea plenaria del Csm in ricordo delle vittime della strage mafiosa alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Proprio davanti al Consiglio superiore della magistratura il 31 luglio del 1988 Borsellino era stato convocato dopo le interviste rilasciate a La Repubblica e L'Unità, nelle quali denunciava il preoccupante stato di smobilitazione del pool antimafia di Palermo. Borsellino parlò per oltre quattro ore, condannando l'inadeguatezza dei mezzi di contrasto attivati dallo Stato contro la mafia. Il pomeriggio dello stesso giorno veniva ascoltato anche Giovanni Falcone. Quest'ultimo sarà ucciso il 23 maggio 1992 nell'attentato di Capaci. Paolo Borsellino 57 giorni dopo di lui.

Sulla strage di via D'Amelio pendono ancora pesanti interrogativi, a partire da chi siano stati i mandanti esterni. L'unico punto fermo, a distanza di un quarto di secolo e dopo un numero incalcolabile di depistaggi, è l'ergastolo per i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino inflitto ad aprile dalla Corte d'assise di Caltanissetta alla fine del processo Borsellino quater.

Approfondimento domani su Conquiste tabloid

( 19 luglio 2017 )

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