Mercoledì 19 gennaio 2022, ore 1:42

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Politica 

Dalle urne segnale di stabilità 

Vince il centrosinistra, arretra il centrodestra, tracollo del Movimento 5 Stelle. E’ questo, in sintesi, l’esito del primo turno delle elezioni amministrative di domenica e lunedì che hanno riguardato 12 milioni di italiani. Primo turno caratterizzato anche da un’affluenza bassa: per le comunali ha votato il 54,69% degli aventi diritto, per le regionali in Calabria il 44,36%, per le suppletive a Siena (dove ha vinto nettamente il segretario del Pd Enrico Letta) appena il 35,59%.
Questo risultato, che ha premiato le forze più moderate ed europeiste degli schieramenti, dovrebbe rappresentare un elemento di stabilizzazione del governo Draghi. E in generale sembra segnare anche il ritorno a una sorta di bipolarismo con due schieramenti contrapposti.
Più nel dettaglio: sei capoluoghi, tra quelli di regione e quelli di provincia, vanno al centrosinistra, 3 al centrodestra; altri nove al ballottaggio. Al secondo turno i candidati del centrodestra sono in vantaggio in cinque Comuni, mentre quelli del centrosinistra sono avanti in quattro. Nessuna delle città che hanno già eletto il simbolo cambia colore politico. Lo faranno di certo, invece, Roma e Torino, governate negli ultimi cinque anni da sindaci del Movimento Cinque Stelle.
È questo, in sintesi, l'esito del primo turno delle elezioni comunali. Mentre nell’unica Regione andata alle urne, la Calabria, ha vinto il centrodestra con Mario Occhiuto di Forza Italia
Il centrosinistra vince al primo turno a Milano con Beppe Sala, a Bologna con Matteo Lepore in alleanza con M5s, a Napoli con Gaetano Manfredi sempre con i Cinque Stelle, a Rimini con Sadegho lvaad Jamil, a Ravenna, in alleanza con M5s, con Michele De Pascale, a Salerno con l’uscente Enzo Napoli.
Íl centrodestra incassa la vittoria al primo turno a Novara con Alessandro Canelli, a Pordenone con l'uscente Alessandro Ciriani e a Grosseto con il bis di Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
Ballottaggi a Roma dove il candidato del centrodestra Enrico Michetti ha ottenuto il 30% contro il 27% dell’ex ministro Dem Roberto Gualtieri. Nella Capitale è però molto significativo, anche in prospettiva futura, il 20% ottenuto da Calenda la cui lista è addirittura il primo partito. Mentre la sindaca uscente Raggi si è fermata al 19%. La partita è davvero aperta: tra due settimane sarà decisivo anche il dato sull’affluenza alle urne, quasi disertate in periferia.
Ballottaggio anche a Torino dove il candidato del centrosinistra Stefano Lo Russo è davanti allo sfidante del centrodestra, Paolo Damilano; a Trieste dove l'uscente Roberto Dipiazza parte in vantaggio rispetto al candidato del centrosinistra Francesco Russo;.
La tregua elettorale concessa da Mario Draghi ai partiti di governo è dunque finita. É tutti, vincitori e vinti, sono richiamati al vincolo di responsabilità siglato otto mesi fa. Il premier aveva accettato di rallentare alcuni dei dossier più spinosi, ma già ieri ha spinto il piede sull’acceleratore per affrontare le prossime riforme, a partire da una delle più delicate: la delega fiscale. E sono già in cantiere le nuove norme sugli infortuni sul lavoro, la legge sulla concorrenza e, naturalmente, la legge di bilancio.
Martedì pomeriggio a Palazzo Chigi la cabina di regia prima, il Consiglio dei ministri poi per l’approvazione della delega fiscale. Draghi vuole chiudere rapidamente una partita centrale anche in ottica Pnrr.
Giampiero Guadagni

( 5 ottobre 2021 )

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