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Crescita, l'allarme delle parti sociali: i sindacati non mollano la presa

Da destra: il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan e il segretario in pectore della Uil, Carmelo Barbagallo, durante la conferenza stampa al termine dell'incontro con il Governo, Roma, 17 novembre 2014. 
ANSA/ANGELO CARCONI


Lavoro, sviluppo, crescita. I sindacati non mollano la presa. La manovra è recessiva e Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza per ribadirlo il 9 febbraio a Roma.  I sindacati confederali hanno riaperto il cantiere dell’unità. Il fronte della rappresentanza è compatto, come dimostrano anche le ultime dichiarazioni in arrivo da Via dell’Astronomia. Oggi Annamaria Furlan ha rilanciato l’allarme sulla crescita. “Dopo tanti anni di sacrifici - ha sottolineato la segretaria generale Cisl - iniziamo di nuovo a vedere i segni meno. Meno produzione industriale, meno prodotto interno lordo. È evidente che la crescita si sta drammaticamente arrestando. Il governo deve cambiare la sua linea economica. Il 9 febbraio - ha rammentato - faremo una grande manifestazione nazionale per dire al governo che la Finanziaria, così com’è, non va bene. Ci vogliono iniezioni potenti a favore dello sviluppo, della crescita e, di conseguenza, del lavoro. La finanziaria, purtroppo, non ha questa logica”. La legge di Bilancio taglia infatti “le risorse per la formazione, taglia le risorse sull’innovazione, blocca le infrastrutture, esattamente il contrario di quello di cui il Paese ha bisogno”. Non solo. La sindacalista ha sottolineato come la manovra dimentichi “completamente il Mezzogiorno”, nonostante la crisi abbia dimostrato che il Paese non può ripartire senza il Sud. “Questo è assolutamente indispensabile - ha aggiunto -. Aver bloccato le infrastrutture anche nel Sud, non avere assolutamente considerato nella finanziaria, questo vasto territorio del Paese come l’elemento principe da cui ripartire è un danno complessivo al Paese”. 

Sullo sviluppo, dunque, il governo latita. Ma i sindacati sono presentissimi. E dopo che la Cgil sembra aver superato le divisioni interne per la successione a Camusso, la collaborazione tra i confederali non presenta ostacoli. “Io credo - ha detto a proposito Furlan - che sia una cosa molto positiva che la Cgil al suo Congresso abbia trovato una intesa unitaria per scegliere il nuovo segretario ed il gruppo dirigente. E’ un fatto importante e positivo per una grande organizzazione sindacale, ma anche per i rapporti con le altre organizzazioni. Per questo io spero che continuerà con il nuovo gruppo dirigente della Cgil un lavoro importante che i sindacati devono oggi assolutamente svolgere per migliorare le condizioni del lavoro e del Paese tutto”.

( 22 gennaio 2019 )

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