Giovedì 1 dicembre 2022, ore 6:42

Lavoro

Donne protagoniste della Blue Economy

Donne premier, donne magistrato ai vertici della Cassazione, donne sempre più presenti nelle stanze del potere con conseguenze molto positive sulla vita civile e istituzioni. Società sempre più in “rosa”, con conferma da Genova ed allargamento anche negli importanti settori dell'ecologia e dell'economia, attraverso il progetto presentato dalla Regione Liguria “Pink in Blue”, per il bando “Women in the blue economy”. L'ambito è quello del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura. Quanto mai consono alla vocazione di città del mare dal capoluogo ligure e che si svolge in collaborazione con Scienze politiche presso l'Università di Genova. Tecnicamente si tratta di raccogliere dati per poter inquadrare nella sua esatta dimensione la presenza femminile all'interno della Blue economy, senza dimenticare che la strada della parità di genere è ancora lontana da come dovrebbe essere rappresentata nei numeri. Ma il progetto targato Regione Liguria intende anche andare proprio verso questo scopo di proseguire l'iter per arrivare ad una reale uguaglianza di genere nei suoi vari settori. Inoltre, spiegano i promotori del progetto in Regione, c'è anche l'obiettivo di aumentare la presenza femminile nel networking, dove quella maschile resta predominante. Importante è pure il budget stabilito per il progetto, che è costituito da 1,25 milioni di euro, di cui 430 mila vengono dedicati alla territorialità e quindi ricadono sulla stessa Regione Liguria. A dare voce alle istanze che hanno generato il progetto ci pensa una donna qualificata: l'assessore alle Pari opportunità della Regione Liguria, Simona Ferro, che indica come “il progetto mira ad aumentare la partecipazione e la rappresentanza delle donne nei diversi settori dell'economia blu sostenibile” con “l'intento anche di accrescere le conoscenze e riuscire a raccogliere dati sul contributo delle donne in questi settori, in modo da promuovere efficacemente la parità di genere”. Ed è ancora l'assessore Ferro ad andare nel dettaglio e rilevare indubbie difficoltà: “La presenza, in questi ambiti tipicamente maschili - spiega - di stereotipi di genere e di pregiudizi crea fortissimi ostacoli alla promozione della parità retributiva e al contrasto verso le condizioni di lavoro precarie che scoraggiano le opportunità di carriera per le donne fin dalla prima infanzia. L'obiettivo è proprio quello di promuovere la leadership femminile, l'imprenditorialità e la partecipazione alle strutture di governance e ai meccanismi decisionali delle organizzazioni sia pubbliche che private”. Il progetto piace a Cisl, sindacato sempre in prima linea nella battaglie per la parità di genere e dove il femminile è di casa, anche a ruoli rilevanti, con la forza sociale pronta a partecipare attivamente all'iniziativa affinché abbia successo. Tutto ciò nelle parole del numero uno genovese dell'organizzazione, Marco Granara, responsabile Ast Cisl di Genova: “Il progetto Pink in Blue - dichiara il sindacalista - è un’iniziativa positiva che mette al centro il lavoro femminile in ambiti che storicamente non vedono le donne protagoniste. Assume ancora più valore in questo momento in cui proprio le donne sono state le più penalizzate insieme ai giovani dalla crisi legata al covid; solo il 14% dei nuovi contratti che sono stati attivati nel primo periodo di ripresa dopo la pandemia, ha riguardato le donne con una percentuale di part time del 26% , il doppio rispetto agli uomini”. “In questo quadro - incalza il responsabile il sindacalista - destinare risorse per cercare di sanare la disparità di genere a partire da settori storicamente meno inclini ad occupare e valorizzare il lavoro femminile come la blue economy, che riveste grande importanza sul territorio Genovese, è certamente importante”.

Dino Frambati
 

( 19 ottobre 2022 )

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