Domenica 8 dicembre 2019, ore 15:15

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Trasporti

Fs, nel piano investimenti e 15mila assunzioni

Fs mostra i muscoli con il nuovo piano industriale. Il gruppo prevede di investire 58 miliardi, di cui 6 per i treni regionali, in 5 anni. E annuncia 15 mila nuove assunzioni. Nel 2023 i ricavi saliranno a 16,9 miliardi (da 12,1 del 2018), mentre l’utile crescerà fino a raggiungere 800 milioni (sono stati 600 nel 2018).

L’impatto sul mercato del lavoro va in realtà ben oltre le assunzioni che verranno fatte nel perimetro di Ferrovie dello Stato. Il piano stima infatti che gli investimenti, che saranno sostenuti per il 24% con risorse proprie, genereranno 120mila posti nell’indotto e garantiranno una crescita aggiuntiva del Pil tra lo 0,7 e lo 0,9% all’anno.

Il governo, presente in forze alla presentazione, si frega le mani. L’esecutivo, dice il premier Giuseppe Conte, ”sostiene” il piano e ”lo dimostra il fatto che ci siano il ministro dell’Economia Giovanni Tria, con un sorriso rafforzato dopo aver visto le performance economiche preannunciate, e il ministro Danilo Toninelli, che è quello che sta lavorando più intensamente con voi”. Anche il titolare delle Infrastratture si mostra visibilmente soddisfatto e rivendica ”l’accelerazione degli investimenti” resa possibile dal decreto ”sblocca cantieri”.

Nessun accenno, invece, al dossier Alitalia. In effetti, ammette Battisti, il piano ”non ne parla”, ma un aggiornamento è sempre possibile e comunque non cambierebbe molto le cose. Il termine fissato dal ministero dello Sviluppo Economico per la presentazione dell’offerta scade il 15 giugno, quindi di tempo ce n’è poco. Peraltro l’orizzonte resta incerto, come dimostrano gli ondeggiamenti su Atlantia, la cui presenza anche ieri è stata evocata senza che da Battisti arrivasse una smentita o una conferma.

Da parte dei sindacati il giudizio sul piano è nel complesso positivo, anche se non mancano i distinguo. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti definiscono ”importanti” gli investimenti e le assunzioni programmate dal piano, anche perché la finestra temporale di 5 anni, rispetto ai 10 del passato, consente di rendere ”maggiormente verificabili” gli obiettivi. I sindacati affermano però di aspettarsi ”il rispetto degli impegni assunti sugli investimenti in ricerca e sviluppo e l'anticipazione dei tempi prospettati per l'apertura dei cantieri già programmati, oltre che azioni urgenti per il rilancio di Mercitalia”.

Inoltre, osservano, gli investimenti e le nuove assunzioni ”non saranno fattibili se Rete ferroviaria italiana sarà inserita nel perimetro della pubblica amministrazione”. Infatti l’Istat, in accordo con Eurostat, per necessità di contabilità dello Stato, ha proceduto ”a una riclassificazione delle unità che fanno parte del perimetro delle amministrazioni pubbliche, includendo anche Rfi e Ferrovie Nord Milano, con conseguenti e concreti limiti ai meccanismi di governance e al turnover, soprattutto nell'ambito della manutenzione infrastrutture e degli acquisti, con un impatto particolarmente dannoso su Ferservizi”.

( Articolo integrale domani su Conquiste Tabloid)

( 10 maggio 2019 )

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