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Primo Maggio

L'omaggio dei sindacati alle vittime di Portella della Ginestra

Il corteo dei sindacati per la celebrazione nazionale con i segretari di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo è partito stamane dalla Casa del Popolo di Piana degli Albanesi (Palermo) in direzione della Casa del Partigiano, sempre nella località siciliana. In testa al corteo anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Da qui la celebrazione, che avviene in una giornata di pieno sole, si sè spostata a Portella della Ginestra sul Memoriale della strage di 70 annni fa, dove i segretari confederali terranno i propri discorsi.

Prima di prendere parte alla manifestazione, i tre leader sindacali hanno reso omaggio alle vittime della strage di Portella della Ginestra, nel cimitero di Piana degli Albanesi. Davanti alla cappellina dove sono state raccolte le vittime dell'eccidio di 70 anni fa, una piccola folla di amministratori, sindacalisti e cittadini ha partecipato a un breve momento di preghiera guidato dal vescovo di Piana. Poi sono stati letti i nomi delle vittime e un carabiniere ha suonato con la tromba "Il silenzio".

I canti partigiani e i mazzi di ginestra hanno animato un primo maggio percepito poco come festa, soprattutto dai sindacati, e più come faticoso percorso ancora da compiere. Come questa salita che conduce a Portella. Per dire che c'è ancora da lottare e che la disoccupazione miete numerose - milioni - di vittime sociali. Qua ce ne sono molti, tra chi un lavoro ce l'aveva, chi lo cerca da tempo, chi è già scoraggiato, o i precari con le loro incertezze. Una fatica di cui sono simbolo anche le facce scavate, ma non vinte, dei due sopravvissuti, in marcia come gli altri, i novantenni Giacomo Schirò e Serafino Petta: "Eravamo lì allora, e oggi siamo qui. Tante cose sono cambiate ma ci sono tante cose ancora per cui lottare, lavoro e dignità".

Significativo, al riguardo, il monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Dopo lunga recessione gli indicatori dell’economia sono tornati al segno positivo" ma la disoccupazione resta "ancora troppo elevata", ha detto il Capo dello Stato. Non si può "accettare che i lavoratori attivi in Italia restino a percentuale bassa e che la disoccupazione giovanile raggiunga picchi così alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di più".

A partire dal sindacato. "Questo Paese ha bisogno del sindacato", ha sottolineato la leader della Cisl, nel suo intervento a Portella della Ginestra. "Nel 2016 abbiano visto crollare tutti i parametri economici, e' cresciuta la poverta' a causa di un mercato deregolato. E in questo contesto il sindacato ha difeso i diritti, cambiato la Fornero, fatti i contratti, e hanno mantenuto il loro radicalmento e la loro forza". Un sindacato forte e unito, ha aggiunto Furlan, per un Paese che riprenda a crescere, "che vuole farsi promotore di un patto sociale tra tutti gli attori, per la prima questione che è il lavoro", per ricostruire "la coesione sociale" e garantire "un welfare universale", ma anche "per fare una nuova Europa solidale e dei diritti... altro che fuori dall'Europa come vuole qualche populista xenofobo".

Il segretario generale della Uil, dal canto suo, ha annunciato una nuova iniziativa unitaria sul fisco.  "Ci sono 11 mld di evasione fiscale, 60 mln di corruzione e 27 miliardi da pizzo e usura. Basterebbero questi a far tornare a livelli europei il nostro debito pubblico", ha detto Barbagallo, senza dimenticare però la situazione sul fronte del rinnovo del contratto del pubblico impiego lontana dall'essersi risolta nonostante le rassicurazioni del governo. "Bisogna chiudere i contratti della Pa entro giugno", ha aggiunto.

"Basta sparpagliare risorse... Serve una idea su come fare ripartire sviluppo e lavoro", gli ha fatto eco Camusso. E da Confindustria "il sindacato attende ancora una risposta sul progetto di un grande piano di formazione dei lavoratori perché siano in grado di gestire le sfide del nuovo lavoro". I diritti "non sono conquistati per sempre - ha aggiunto la leader di Corso Italia - e noi non ci arrendiamo. Issiamo le nostre bandiere per i diritti di allora, di oggi e per quelli nuovi".

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid)

( 1 maggio 2017 )

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