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Rappresentanza, altro tassello

Altro tassello alla Convenzione per l'attuazione del Testo unico della Rappresentanza. Ad una settimana dall’accordo con Confindustria, Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato venerdì l'intesa con Confapi, che rappresenta 80 mila piccole e medie imprese e 250 mila lavoratori. Con il nuovo sistema, il voto delle organizzazioni sindacali peserà percentualmente in base alla specifica rappresentatività degli iscritti. All’Inps viene affidata la rilevazione dei dati degli iscritti alle organizzazioni sindacali, il cosiddetto ”dato associativo” (il rapporto fra lavoratori iscritti a ogni organizzazione e il totale degli iscritti al sindacato). All’Inps, in collaborazione con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, viene inoltre affidata la raccolta di dati relativi alle rappresentanze nelle aziende, il cosiddetto ”dato elettorale” (il rapporto fra lavoratori che, nelle elezioni delle rappresentanze sindacali aziendali, hanno votato la specifica organizzazione sindacale e il totale dei lavoratori che hanno preso parte al processo elettorale). Saranno considerati validi ai fini della contrattazione collettiva nazionale solo quei contratti sottoscritti da organizzazioni sindacali che rappresentino almeno il 50% più uno della media del dato associativo e del dato elettorale. La stessa maggioranza sarà necessaria per la cosiddetta ”consultazione certificata” dei lavoratori che saranno chiamati a esprimersi sugli stessi accordi. Garante del processo di certificazione sarà un comitato ad hoc, composto da esponenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, presieduto da un rappresentante del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Soddisfatti i sindacati. ”Un passo che porta a una maggiore qualità del lavoro anche attraverso questi accordi. Dobbiamo fare dei passi successivi con questo spirito”, ha detto il segretario generale della Cisl Furlan, che aggiunge: ”L'accelerazione che siamo riusciti a fare in questi 20 giorni ci fa ben sperare di poter sgomberare il mercato del lavoro dalle finte rappresentanze che troppo spesso corrispondono a mancanza di diritti dei lavoratori”. Nelle Pmi ”abbiamo un dumping contrattuale molto accentuata e per chi ha a cuore la qualità del lavoro la rappresentanza è importante”.

Sottolinea da parte sua il leader Cgil Landini: ”La cancellazione dei contratti pirata è un punto non solo sindacale ma anche politico. Siamo e saremo alle prese con una fase di rinnovo dei contratti che riguarderà 3,5 milioni di dipendenti pubblici e 9,5 milioni del settore privato. Quindi da qui a un anno e mezzo 13,5 milioni di lavoratori circa saranno interessati dai rinnovi. Da qui l'importanza di fissare queste regole che va nel rafforzamento dei contratti nazionali”.

”Non abbiamo paura di confrontarci e farci misurare, anche le parti datoriali devono fare la stessa cosa, così si avrà la possibilità di risalire la china”, commenta il segretario generale Uil Barbagallo.

Anche per il presidente di Confapi Casasco ”si tratta di un passaggio importante per mettere ordine e riaffermare il ruolo dei corpi intermedi realmente rappresentativi di imprese e lavoratori come Confapi che da più di 70 anni incarna una fortissima realtà economica e produttiva del nostro Paese che è anche un modello sociale”. Un buon viatico ”per proseguire nel cammino di collaborazione con le Organizzazioni sindacali per migliorare il sistema della contrattazione collettiva e adeguarlo alle nuove realtà economiche. Un ulteriore impulso, poi, a condividere politiche per la salvaguardia e lo sviluppo del lavoro, unico e vero bene comune e leva essenziale per la rinascita anche culturale del nostro Paese”.

Per il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ”la stipula della Convenzione è un passo avanti per arrivare alla legge sulla rappresentanza sindacale, impegno che avevo già preso in passato”.

L’accordo è arrivato ”in tempi brevissimi e con questa seconda convenzione abbracciamo circa metà delle relazioni sindacali”, osserva il presidente dell’Inps Tridico. Al quale Furlan manda un messaggio a proposito della proposta di istituire un Fondo integrativo pubblico complementare per i giovani. ”Abbiamo fondi contrattuali importanti per lavoratori e credo che l'Inps si debba concentrare sull'ottima gestione della prima gamba della previdenza”.

( 27 settembre 2019 )

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