Mercoledì 15 agosto 2018, ore 1:10

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Incidenti sul lavoro

Treviglio, esplode serbatoio. Procura dispone autopsia delle due vittime

Non conosce tregua, neanche quella dei giorni di festa quando tutto si ferma, la drammatica scia di morti bianche per incidenti sul lavoro che dall’inizio dell’anno ha già falciato più di centocinquanta vittime. Le ultime due, Giuseppe Legnani e Gianbattista Gatti, hanno perso la vita a Treviglio nel bergamasco proprio nel giorno di Pasqua, dopo essere accorsi nello stabilimento di lavorazione di farine per mangimi della Ecb, chiamati dai cittadini preoccupati per il diffondersi del cattivo odore che usciva dalle cisterne di essiccazione.

L’attenzione degli investigatori si concentra su un boccaporto. Il cui uso, forse, potrà spiegare la ragione della morte di due lavoratori.

La Fai Cisl esprime sentimenti di vicinanza e di profondo cordoglio alle famiglie degli operai che hanno perso la vita nell'esplosione del mangimificio Ecb di Treviglio." Chiediamo una svolta, un rinnovato e rigoroso impegno sui temi della prevenzione, della formazione e delle attività di contrasto a un fenomeno che continua ogni anno a mietere centinaia di vittime. Qualcosa di inaccettabile: nel 2018 non si può continuare a morire di lavoro, si legge inì una nota della Federazione nazionale agroalimentare della Cisl. "L'impegno a fermare questa scia di sangue - continua il comunicato - deve essere comune e coinvolgere istituzioni, imprese e mondo del lavoro. La Fai continuerà ad esercitare la massima pressione in tutte le sedi per garantire una svolta attraverso le leve della rappresentanza, della contrattazione nazionale e decentrata, della bilateralità. Servono relazioni sindacali più partecipate, che mettano al centro questi temi rendendoli elementi qualificanti per dare dignità e sicurezza alle persone e al lavoro”.

Ad esprimere solidarietà a nome di tutta la Cisl è la leader nazionale Annamaria Furlan: "Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio per gli operai deceduti a Treviglio - ha affermato - Il giorno di Pasqua è stato funestato da un'altra inaccettabile tragedia sul lavoro. In questo momento doloroso, la Cisl è vicina alle famiglie che hanno perduto i loro cari e ai loro colleghi. In quello che dovrebbe essere un giorno di festa ci ritroviamo a fare i conti, ancora una volta, con tragici incidenti nei luoghi di lavoro: un grido d'allarme verso istituzioni e imprese chiamate a costruire una nuova cultura della sicurezza e della prevenzione. Chiediamo che venga al più presto fatta chiarezza sui motivi dell’incidente e su eventuali responsabilità e negligenze. Ma una cosa è certa: un lutto sul posto di lavoro è comunque un fatto inaccettabile. Il bilancio di decessi, infortuni e malattie professionali rimane nel nostro paese drammatico. Per questo, il Primo Maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, invocheremo una volta di più una strategia nazionale incentrata su controlli più stringenti, formazione, partecipazione, verso una necessaria svolta in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Dai rilievi effettuati dai vigili del fuoco nell’immediatezza dell’incidente pare ormai comunque certo che a causare lo scoppio che ha provocato la morte istantanea dei due lavoratori sia stata l’esplosione di un’autoclave avvenuta proprio all’interno di uno dei serbatoi dell’azienda di via Calvenzano. Le salme di Legnani e Gatti si trovano nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII ed è lì che saranno eseguite le autopsie. La Procura di Bergamo sta formalizzando in queste ore l’ipotesi di accusa, per ora a carico di ignoti, per il reato di omicidio colposo plurimo: un atto dovuto anche per consentire ai familiari delle vittime e ai loro legali di nominare un perito tecnico che prenda parte alle autopsie

( 3 aprile 2018 )

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