Lunedì 6 dicembre 2021, ore 16:52

Quotidiano di informazione socio‑economica

Made in Italy

Industria conciaria in lieve ripresa ma ancora molti in cig

Lieve ripresa per l’industria conciaria del nostro Paese, che rappresenta una parte del made in Italy esportato in tutto il mondo. La nota congiunturale di Lineapelle per il terzo trimestre dell’anno registra dati positivi e ricorda anche che i risultati vanno letti tenendo conto dell’effetto della pandemia che nel 2020 ha condizionato le attività. 

Il settore, comunque, appare sulla buona strada per recuperare i livelli pre-covid in tempi non lunghi, anche se manca ancora una tendenza positiva forte e in grado di coinvolgere tutti i segmenti e i distretti di produzione. Crescono le vendite di pellami per l’arredamento, e si registra un recupero parziale per la pelletteria in generale e l’automotive, mentre nel settore calzaturiero permangono le difficoltà. E i sindacati non stanno a guardare: “In molte aziende non si fa programmazione - afferma Giovanni Esposito, della Femca Cisl Irpinia-Sannio - ma si lavora molto sul pronto. Resta comunque alta la percentuale del ricorso alla cassa integrazione o ad altri ammortizzatori sociali”. A soffrire maggiormente sono le aziende specializzate nella produzione di nappa per abbigliamento che registrano una fase di stallo. “L’auspicio - conclude Esposito - è di avere una ripresa economica che possa ripercuotersi sulla forza lavoro in esubero”.

L'industria conciaria italiana che qualche anno fa contava circa 18 mila addetti in oltre 1.100 aziende, ha perso negli ultimi anni occupati e aziende, ma rimane ancora uno dei tipici esempi di modello distrettuale. La quasi totalità della produzione (oltre il 95%) si concentra infatti all'interno di comprensori produttivi territoriali, che nel corso degli anni hanno trasformato per necessità di adeguamento al mercato, le loro caratteristiche in termini di prodotto e processo.

Sul territorio nazionale, molto famosi sono il distretto veneto che nella valle del Chiampo, in provincia di Vicenza, occupa circa 130 chilometri quadrati di territorio e dove la prima attività conciaria risale al 1300; il distretto toscano che si estende tra Pisa e Firenze e si caratterizza per l'alto grado di artigianalità e flessibilità delle produzioni, primariamente destinate all'alta moda; il distretto campano le cui imprese si localizzano principalmente nella zona di Solofra, in provincia di Avellino con alcune importanti presenze anche nei dintorni di Napoli.

Sara Martano

( 25 novembre 2021 )

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