Giovedì 1 dicembre 2022, ore 8:42

Lavoro

Whirlpool e le altre: tempo scaduto

Chiedono a gran voce alle istituzioni di intervenire per scongiurare licenziamenti, piani industriali concreti e credibili, la riapertura dei tavoli ministeriali e la ricollocazione dei lavoratori. Da un lato la Jabil, i cui lavoratori protestano per l'immediato ritiro dei 190 licenziamenti. 
La data fissata dall'azienda è il prossimo 11 dicembre, entro la quale si dovrà cercare, in tutti i modi, di evitare le lettere di licenziamento. Ecco perché i sindacati hanno invitato la Regione ad impegnarsi per trovare strumenti alternativi ai licenziamenti insieme ai Ministeri competenti.
Dall’altro Whirlpool, vertenza che potrebbe arrivare alle battute finali se solo si avessero “notizie della cessione del sito di via Argine che significa un passo avanti sulla ricollocazione dei lavoratori, sulla loro formazione e sulla garanzia della loro continuità occupazionale - afferma Gianpiero Tipaldi, segretario generale della Cisl di Napoli, intervenendo insieme ai colleghi di Cgil e Uil ad un incontro con i lavoratori che hanno chiamato a raccolta politici, sindacati, istituzioni e Curia. 
“Chiediamo che il Sindaco di Napoli ed il Presidente De Luca si facciano sentire in maniera autorevole per la risoluzione della vertenza - prosegue Tipaldi. “Credo sia arrivato il momento di mettere la parola fine a questa vertenza. Ci auguriamo che dopo l'incontro con il commissario della zes Romano, ci sia una maggiore apertura anche da parte del Governo per un confronto serrato e risolutivo” aggiunge. 
Confronto che i lavoratori chiedono anche per le altre vertenze come la Softlab, Dema, Jabil. La Dema a Napoli e Benevento che progetta, produce e assembla componenti per il settore aerospaziale alle prese con una pesante situazione finanziaria e i cui 400 lavoratori spesso aspettano il pagamento degli stipendi arretrati. 
C’è poi la difficile situazione dell’azienda di informatica Softlab e Orefice i cui lavoratori delle sedi di Caserta e Marcianise chiedono prospettive certe sul futuro, alla luce dei ritardi nel pagamento degli stipendi e soprattutto perché molti di loro sono in cassa integrazione a zero ore. Ed ancora Industria Italiana Autobus (Avellino), azienda a controllo pubblico con portafoglio ordini di circa 600 autobus, rischia di non produrre senza una iniezione di un nuovo capitale circolante, mettendo così a rischio la continuità aziendale.” 
Aziende che rientrano in quel processo di deindustrializzazione che sta interessando da anni il territorio campano - afferma Raffaele Apetino, segretario generale della Fim Cisl Campania. Una situazione che nemmeno i processi di reindustrializzazione, soprattutto nel comparto metalmeccanico campano, sono riusciti ad arginare visto la lentezza con la quale si sta andando avanti. Una crisi industriale senza precedenti e che evidenziano “che esiste una su tutte, la "vertenza Campania" , per i tanti tavoli di crisi aperti e mai risolti”.
Raffaella Cetta

( 15 novembre 2022 )

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