Niente Top Gun. La difesa europea si avvita sul fallimento dell’intesa tra Francia e Germania per il progetto dei caccia SCAF (che sta per sistema di combattimento aereo del futuro). Nel 2017, Angela Merkel ed Emmanuel Macron avevano lanciato il progetto che doveva rimpiazzare i caccia Rafale. Nove anni dopo, Merz e Macron prendono atto dell’impossibilità di trovare la giusta mediazione tra le ambizioni delle due aziende coinvolte: la divisione militare di Airbus da parte tedesca, e Dassault, il produttore francese del Rafale, come partner di cooperazione. Ancora 3 mesi fa, il presidente francese, a margine di un vertice UE, aveva parlato, alla luce dei precedetti impegni andati a vuoto, di un “riavvicinamento” tra Airbus e Dassault, per “trovare una via comune con calma e rispetto”, in quello che era stato definito un ultimo disperato tentativo di accordo. Le tensioni degli ultimi 10-12 mesi, secondo la stampa tedesca, sono attribuiti unicamente ai francesi. L'amministratore delegato di Dassault, Eric Trappier, ha improvvisamente messo le carte in tavola a febbraio chiedendo una “leadership chiara” del progetto, poiché, “lavorando insieme, un partner è più competente dell'altro e quest'ultimo impara nel processo”. Ma “se al momento stanno imparando, non devono necessariamente assumere immediatamente la leadership”, aveva aggiunto, in riferimento al minore peso specifico di Airbus. I tedeschi sospettano che i francesi volessero per i collaboratori tedesco-spagnoli un ruolo secondario, e che Dassault, “fortemente indebitata”, volesse mantenere uno stretto controllo sul know-how e sull'assegnazione dei contratti ai fornitori, mentre i partner tedeschi avrebbero dovuto principalmente cofinanziare il progetto da 100 miliardi di euro. Airbus ritiene che gli accordi iniziali sulla ripartizione delle responsabilità non siano stati rispettati e si rifiuta di essere relegata al ruolo di semplice subappaltatore di Dassault. Il programma è rimasto, quindi, bloccato nella sua prima fase di studio tecnologico. IG Metall, da par suo, è entrato nella questione chiedendo apertamente la cessazione della collaborazione con Dassault. Che è virtualmente arrivata quando il cancelliere Merz ha messo le cose in chiaro, parlando di requisiti e bisogni troppo diversi. La Francia, infatti, necessita di un aereo da combattimento di prossima generazione in grado di trasportare armi nucleari e di operare da portaerei. La Bundeswehr, al momento, non ha questa necessità e alla fine sarebbe stato possibile avere solo due diversi aerei da combattimento per la Germania e la Francia. Lo SCAF è un sistema che comprende non solo caccia, ma anche droni collegati da un innovativo sistema di comunicazione digitale, definito un cloud da combattimento, che potrebbe invece essere attuato. Già alla fine del 2025, Francia e Germania hanno discusso la possibilità di abbandonare il progetto degli aerei da combattimento per concentrarsi principalmente su una cloud militare europea, non fosse altro perché il concetto di creare un'interfaccia basata sul cloud, che colleghi i caccia e i loro piloti a sensori, radar e droni, nonché ai sistemi di comando terrestri e marittimi, è già un elemento cardine dello SCAF.
Pierpaolo Arzilla

