Poi, però, è l'impegno ribadito nel Consiglio dei ministri, l'obiettivo è fare scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, ”selettivi sulla base del reddito”. L'input della premier Meloni è fare presto. Nei prossimi giorni verrà valutata la forma di queste misure, e soprattutto la copertura finanziaria. Intanto le risorse per coprire lo sconto sulle accise arrivano da un nuovo meccanismo, previsto nello stesso decreto, di acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. La misura, inedita, è stata definita in accordo con i gruppi coinvolti. E probabilmente riguarderà in particolare l'Eni. L'acconto, che dovrebbe essere fissato al 39%, secondo una bozza del provvedimento, farebbe poi maturare alla società un equivalente credito di imposta. Il meccanismo è diverso (e probabilmente è molto inferiore l'entità finanziaria) rispetto all'accordo tra Governo e banche del 2024 sul rinvio delle deduzioni delle quote delle svalutazioni e perdite dei crediti e dell'avviamento correlate alle Dta. E di certo nulla c'entra con il tema extraprofitti, che anche nelle ultime ore ha prodotto scintille tra Lega e Forza Italia. Dopo la decisione politica di prorogare per un'ultima volta il taglio delle accise sul diesel, il ministro dell'Economia Giorgetti a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano e i tecnici hanno studiato le varie possibilità.
Ora si studieranno ”aiuti strutturali però mirati - come li definisce il vicepremier Tajani -, che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese”.
L’opposizione va all’attacco. Per il presidente di M5S Conte il taglio delle accise è solo ”l'ennesimo sconticino impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti. Al Governo come per incanto, il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi”. Afferma la segretaria Dem Schlein: ”È il momento di tassare gli extraprofitti, Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa crisi”. Secondo Schlein ”su questo tema il Governo litiga e gli italiani pagano il conto”.
Nella maggioranza Tajani ribadisce di essere contrarissimo a tassare gli extraprofitti delle banche, una misura che per il viceprier di Forza Italia ”sa di Unione Sovietica”, pur notando che ”un contributo è giusto che sia dato: come abbiamo fatto con banche e assicurazioni, deve esserci un confronto concordato”. L’altro vicepremier, il leader leghista Salvini, non usa la parola exraprofitto ma osserva: ”Dal 2022 al 2025 le banche italiane hanno fatto 160 miliardi di euro di utili. Sono contento per loro, se una piccola parte di questi utili tornerà nelle tasche degli italiani sarò ancora più contento. Sul tavolo Salvini mette anche la proposta di uno scostamento di bilancio da 20 miliardi. E considera un’apertura da parte di Bruxelles le parole pronunciate dalla presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola: ”Noi siamo pronti da molti mesi, abbiamo la nostra posizione, faremo i nostri negoziati”.
Giampiero Guadagni
