Firmato il rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027. L’intesa sottoscritta al Dipartimento della Funzione Pubblica dai ministri competenti e dalle organizzazioni sindacali rappresentative del personale non dirigente, interessa circa 430 mila lavoratrici e lavoratori tra Forze di Polizia e Forze Armate. L’accordo arriva dopo 18 mesi dalla firma del precedente contratto e segna un risultato inedito.
Sul piano economico il contratto prevede un incremento medio di circa 100 euro per gli agenti, con aumenti progressivamente più elevati per le qualifiche superiori. Prevista inoltre l’una tantum di 2.448 euro sotto la voce arretrati. Particolarmente significativa la scelta di destinare oltre il 92% delle risorse disponibili, pari a circa 321 milioni e 650 mila euro, alla componente fissa della retribuzione, rafforzando così gli effetti strutturali degli aumenti anche sul trattamento pensionistico. L’intesa inoltre apre un nuovo capitolo sul fronte previdenziale. Entro 90 giorni sarà infatti istituito un tavolo di confronto con il ministero dell’Economia dedicato alla cosiddetta previdenza complementare del comparto, richiesta da anni dalle organizzazioni sindacali per colmare il vuoto normativo esistente dal 1995.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla segretaria generale Cisl, Daniela Fumarola. “È un risultato importante, frutto della capacità negoziale e dell’impegno della Fns Cisl e delle altre sigle, che conferma il valore della contrattazione come strumento fondamentale per riconoscere il lavoro delle donne e degli uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini, la legalità e la tenuta democratica del Paese”. Particolare rilievo anche la tempistica dell’accordo. “Il fatto che l’intesa sia stata raggiunta durante la vigenza del contratto - continua Fumarola - rappresenta un elemento di grande rilievo, perché consente di dare risposte tempestive ai lavoratori, evitando ritardi che in passato hanno spesso penalizzato il potere d’acquisto delle retribuzioni”. La segretaria Cisl ha inoltre sottolineato come la scelta di privilegiare gli aumenti fissi rafforzi il valore strutturale delle retribuzioni e produca effetti positivi anche sul piano previdenziale.
Sulla stessa linea il segretario generale della Fns Cisl, Massimo Vespia, che definisce l’intesa “un altro importante risultato del sindacato” e ribadisce che “riconosce alla contrattazione un valore fondamentale per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”. Pur ricordando che sarebbero state auspicabili maggiori risorse, Vespia evidenzia come l’attuale quadro economico e l’impegno del Governo ad aprire entro 90 giorni il tavolo sulla previdenza abbiano consentito di raggiungere un accordo sostenuto dalle organizzazioni sindacali che rappresentano oltre il 75% del personale sindacalizzato.
Soddisfazione anche da parte del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo: “Vogliamo dare più tutele a chi ci tutela”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come “due rinnovi in un anno e mezzo siano un segnale chiaro dell’impegno del Governo nei confronti delle circa 430 mila persone che ogni giorno garantiscono la sicurezza interna ed esterna del Paese in un momento storico segnato da grandi complessità”.
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “non si tratta soltanto di un adeguamento economico, ma del riconoscimento dell’impegno che dedicano quotidianamente al servizio dei cittadini. Per questo Governo investire nella sicurezza significa innanzitutto investire nelle persone, nelle risorse, nei mezzi e nelle tutele. Le condizioni di lavoro degli operatori della sicurezza sono una priorità e continueremo a confrontarci con le organizzazioni sindacali sui temi ancora aperti, a partire da quello dell’adeguamento delle loro pensioni, con l’obiettivo di valorizzare sempre di più chi indossa la divisa con orgoglio. Perché questo è il modo migliore per dire grazie a chi ogni giorno protegge la nostra comunità, anche a rischio della propria vita”.
Sara Martano

