Mercoledì 7 ottobre 2026, ore 16:22

Contratti 

Dirigenza sanitaria, aumenti e maggiori tutele 

Sottoscritta all'Aran l'ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027 dell'Area sanità, che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L'intesa, precisa l’Aran, è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali. L'aumento retributivo medio a regime raggiunge i 560 euro mensili per tredici mensilità, di cui 393 euro derivanti dal rinnovo contrattuale e 167 euro dalle ulteriori risorse stanziate per legge. Si apre ora la fase degli adempimenti previsti dalla normativa prima della firma definitiva del Contratto collettivo nazionale
Con questa firma, afferma il presidente Aran Antonio Naddeo, ”raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale. Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria. Ma il valore dell'intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”. Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'ambito del rapporto di lavoro. Aggiunge Naddeo: ”È un contratto che interviene in modo concreto sull'organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l'intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace”.
Soddisfatto anche il ministro della Funzione pubblica Zangrillo: ”La cura dei cittadini comincia dalla cura di chi li assiste. Questo rinnovo 2025/2027, unito a quello precedente arrivato un anno fa, mette in tasca del personale medico della sanità pubblica italiana incrementi mensili superiori a 1000 euro. Accanto a queste risorse ci sono poi stanziamenti dedicati a specifiche indennità: 362 milioni di euro per medici e veterinari, 8 milioni per i sanitari e 15 milioni per il pronto soccorso. Con questo accordo valorizziamo le professionalità e riconosciamo le responsabilità di chi, ogni giorno, contribuisce al funzionamento del Ssn”.
Cisl e la Cisl Medici esprimono grande soddisfazione per la sottoscrizione relativa al triennio 2025-2027, a pochi mesi dalla firma definitiva del precedente contratto (2022-2024). Osserva la numero uno del sindacato di Via Po Daniela Fumarola: “È la prima volta che questo accade e per noi rappresenta un passaggio fondamentale perché oltre che riconoscere agli oltre 138.000 dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie incrementi economici e arretrati, prosegue nel percorso già avviato di aggiornamento delle condizioni di lavoro e dell'organizzazione dei servizi”. Aggiunge Fumarola: “Diverse sono le novità introdotte a partire dalla rimodulazione e valorizzazione dei percorsi professionali, all'introduzione del welfare aziendale, a novità su indennità di ferie, turni di guardia, straordinario, al rafforzamento delle relazioni sindacali anche con riferimento all'introduzione dell'Ia. Il nuovo contratto interviene anche sulla valorizzazione economica degli incarichi e sull'attrattività del sistema con particolare attenzione alle giovani generazioni impiegate”. Per la Cisl “la firma dell'ipotesi di contratto rappresenta un passaggio significativo per il riconoscimento professionale e delle responsabilità della Dirigenza sanitaria, che continua a garantire quotidianamente il funzionamento del Ssn in un contesto caratterizzato da carenze di personale, aumento dei carichi di lavoro e crescente complessità del sistema”. L'auspicio, sottolinea ancora Fumarola, “è che si concluda presto e bene l'iter di certificazione per poter addivenire rapidamente alla firma definitiva”.
La Cisl Medici aveva insistito particolarmente sull’esigibilità dei diritti contrattuali. Sottolinea la segretaria generale Luciana Cois: “Registriamo positivamente l’introduzione, sia a livello aziendale sia regionale, di strumenti di analisi e monitoraggio delle criticità nell’applicazione del contratti nazionali. Avremmo voluto strumenti ancora più puntuali, accompagnati dalla disponibilità periodica di dati verificabili, e continueremo a lavorare perché questo obiettivo venga raggiunto”. Dunque ”la firma della pre-intesa non conclude il nostro impegno. Adesso la sfida si sposta nelle Aziende e nelle Regioni, perché le norme sottoscritte siano applicate in maniera uniforme e i diritti previsti dal contratto siano realmente esercitabili”.
Giampiero Guadagni

( 7 ottobre 2026 )

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