Con questa firma, afferma il presidente Aran Antonio Naddeo, ”raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale. Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria. Ma il valore dell'intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”. Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nell'ambito del rapporto di lavoro. Aggiunge Naddeo: ”È un contratto che interviene in modo concreto sull'organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l'intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace”.
Soddisfatto anche il ministro della Funzione pubblica Zangrillo: ”La cura dei cittadini comincia dalla cura di chi li assiste. Questo rinnovo 2025/2027, unito a quello precedente arrivato un anno fa, mette in tasca del personale medico della sanità pubblica italiana incrementi mensili superiori a 1000 euro. Accanto a queste risorse ci sono poi stanziamenti dedicati a specifiche indennità: 362 milioni di euro per medici e veterinari, 8 milioni per i sanitari e 15 milioni per il pronto soccorso. Con questo accordo valorizziamo le professionalità e riconosciamo le responsabilità di chi, ogni giorno, contribuisce al funzionamento del Ssn”.
Cisl e la Cisl Medici esprimono grande soddisfazione per la sottoscrizione relativa al triennio 2025-2027, a pochi mesi dalla firma definitiva del precedente contratto (2022-2024). Osserva la numero uno del sindacato di Via Po Daniela Fumarola: “È la prima volta che questo accade e per noi rappresenta un passaggio fondamentale perché oltre che riconoscere agli oltre 138.000 dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie incrementi economici e arretrati, prosegue nel percorso già avviato di aggiornamento delle condizioni di lavoro e dell'organizzazione dei servizi”. Aggiunge Fumarola: “Diverse sono le novità introdotte a partire dalla rimodulazione e valorizzazione dei percorsi professionali, all'introduzione del welfare aziendale, a novità su indennità di ferie, turni di guardia, straordinario, al rafforzamento delle relazioni sindacali anche con riferimento all'introduzione dell'Ia. Il nuovo contratto interviene anche sulla valorizzazione economica degli incarichi e sull'attrattività del sistema con particolare attenzione alle giovani generazioni impiegate”. Per la Cisl “la firma dell'ipotesi di contratto rappresenta un passaggio significativo per il riconoscimento professionale e delle responsabilità della Dirigenza sanitaria, che continua a garantire quotidianamente il funzionamento del Ssn in un contesto caratterizzato da carenze di personale, aumento dei carichi di lavoro e crescente complessità del sistema”. L'auspicio, sottolinea ancora Fumarola, “è che si concluda presto e bene l'iter di certificazione per poter addivenire rapidamente alla firma definitiva”.
La Cisl Medici aveva insistito particolarmente sull’esigibilità dei diritti contrattuali. Sottolinea la segretaria generale Luciana Cois: “Registriamo positivamente l’introduzione, sia a livello aziendale sia regionale, di strumenti di analisi e monitoraggio delle criticità nell’applicazione del contratti nazionali. Avremmo voluto strumenti ancora più puntuali, accompagnati dalla disponibilità periodica di dati verificabili, e continueremo a lavorare perché questo obiettivo venga raggiunto”. Dunque ”la firma della pre-intesa non conclude il nostro impegno. Adesso la sfida si sposta nelle Aziende e nelle Regioni, perché le norme sottoscritte siano applicate in maniera uniforme e i diritti previsti dal contratto siano realmente esercitabili”.
Giampiero Guadagni
