Giovedì 8 ottobre 2026, ore 20:01

Mostre

Chi era Pontormo, profeta del Manierismo

di DUCCIO TROMBADORI

L'eccellente e impegnativa impresa culturale di riassumere e far conoscere l'intera opera di Jacopo Pontormo, figura estrosa e originale del Rinascimento fiorentino, è stata realizzata con successo dai promotori della più che esauriente mostra inaugurata a Roma presso le Scuderie del Quirinale, destinata a suscitare l’attenzione e l’interesse di pubblico e critica fino al 7 Febbraio 2027. Ma per dirla in breve: chi era Jacopo Carucci, detto Jacopo da Pontormo, il borgo dove era nato nel 1494, per poi trasferirsi a Firenze dove visse e operò fino al 1557? Fu allievo e collaboratore del grande Andrea Del Sarto, maestro del celebre sfumato che distingueva l’indagine psicologica nei suoi ritratti, dal quale apprese la tecnica compositiva introducendovi un particolare senso plastico del colore, vivo e variopinto su modulazioni del rosa, rosso, verde, azzurro particolarmente accese e significative. Era in lui sottinteso e in alcune opere sontuosamente affermato il gusto “manierista” fiorentina che esplose nei capi d’opera del maturo XVI secolo, a partire dal suo sodale Rosso Fiorentino, dai capolavori di Agnolo Bronzino (suo allievo) e che poi si diffuse come eccellente stile dell’epoca (Polidoro da Caravaggio, Primaticcio). Innovatore e anticonvenzionale, Pontormo si distingue per una composizione che non ricerca l’equilibrio prospettico spaziale. Le Figure appaiono allungate e leggere: i corpi dei personaggi sono spesso snelli, slanciati e sembrano quasi privi di peso o sospesi nello spazio. Si esprimono poi le zone di colore accese e cangianti che fasciano e modellano la composizione, con i soggetti che assumono atteggiamenti innaturali, manierati, drammatici o simili a una danza sospesa. Il sentimento che prevale è di attonita fragilità: come premonitorio, questo effetto immaginario di Pontormo non venne compreso all’epoca, per quanto il manierismo nel suo insieme esprimesse il sentimento di profondo turbamento psicologico. Questo tono stilistico espressivo vennero apprezzato nel XX secolo dallo spirito critico artistico moderno come anticipatorio e in un certo senso profetico (basti pensare a Pasolini, che scelse la Deposizione di Pontormo come modello emblematico della caricatura filmica nel suo cortometraggio “La ricotta”).

Nella mostra alle Scuderie del Quirinale sono esposte oltre 130 opere, tra cui 84 capolavori del maestro, affiancati da una ricca selezione di preziosi disegni e opere su carta. Spiccano tra le opere maggiori i colori visionari de la Visitazione di Carmignano, della Deposizione della Chiesa di Santa Felicita a Firenze, la Cena in Emmaus custodita agli Uffizi.

Il percorso della avvincente esposizione è reso ancora più interessante dall’accostamento della pittura di Pontormo a quella dell’ambiente coevo (il Franciabigio il Bachiacca, il maestro Andrea Del Sarto,) e approfondisce la complessa personalità del pittore e le sue influenze artistiche, evidenziando il dialogo e l’accostamento a Leonardo da Vinci e Michelangelo (quest’ultimo fu un suo estimatore particolare, prediligendolo tra gli altri come collaboratore di fiducia.

( 8 ottobre 2026 )

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Chi era Pontormo, profeta del Manierismo

Da domani alle Scuderie del Quirinale la mostra dedicata ad una delle figure più estrose e originali del Rinascimento fiorentino

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