Con questa iniziativa, che si svolge nel luogo di nascita di Carniti, i promotori intendono esplorare l'attualità del pensiero di Carniti, meditando su una sua celebre massima: ”Il sindacato non è un fine, ma uno strumento per dare dignità al lavoro e alla persona”.
I lavori si apriranno con i saluti di Mirko Dolzadelli (segretario Fim Cisl Lombardia). Seguiranno gli interventi tematici divisi per sessioni: Le sorgenti di una cultura sindacale: Don Primo Mazzolari, Guido Miglioli e la formazione del giovane Pierre Carniti, a cura del saggista Anselmo Palini. La stagione sindacale: tema affidato al sociologo Gianprimo Cella. L'impegno nel sociale è approfondito dal giornalista e già parlamentare Giorgio Tonini.
Interverranno anche Roberto Benaglia (Fondazione Pierre Carniti); Pierre Carniti Jr. (Fondazione Pierre Carniti); Ferdinando Uliano (segretario generale Fim Cisl); Daniela Fumarola (segretaria generale Cisl).
L’incontro sarà trasmesso anche in diretta online sul canale YouTube della Fim Cisl Nazionale.
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Tornare 90 anni dopo sui luoghi che hanno dato inizio e segnato la vita di uno storico dirigente sindacale e figura sociale come Pierre Carniti non è un caso, è una scelta. Il prossimo 25 settembre Fondazione Pierre Carniti e Fim Cisl nazionale organizzano a Castelleone (Cremona), esattamente dove Pierre è nato lo stesso giorno di 90 anni fa, un incontro che vuole rievocare il percorso e il valore di questa figura che ha dato tanto al mondo del lavoro e al Paese.
Il cammino che ha portato il giovanissimo tipografo Pierre a incontrare la strada della Cisl e del sindacato non è casuale. Anzi, costituisce tutto il valore di una storia di provincia dell’immediato dopoguerra, dentro il pieno della ricostruzione del Paese e denso della voglia di riscatto, giustizia sociale e libertà che animava già la società civile.
Carniti incrocia infatti sul territorio le allora aspre lotte dei braccianti che vedevano proprio in Cremona uno dei territori più dinamici e pieni di iniziativa. Conosce Guido Miglioli, leader locale del sindacato bianco agricolo, conosce don Primo Mazzolari, prete profetico capace di parlare del valore del lavoro e del riscatto sociale che le masse contadine e operaie ambivano ad avere. E’ questo “l’imprinting” ricevuto da Carniti in una provincia per nulla anonima e che si vedeva già impegnata ad affrontare la condizione del lavoro come condizione sociale centrale per il Novecento.
Carniti studia, già allora convinto che accanto alle lotte servono idee e tanta formazione, fa proposte su come superare con la “conduzione associata”, una sorta di autogestione, la dura condizione del lavoro bracciantile salariato e incontra ed abbraccia la strada della Cisl.
Da qui nasce una lunga e coraggiosa esperienza sindacale che, dopo una impegnativa fase formativa svolta al mitico Centro Studi Cisl di Firenze, porta Pierre ad entrare nella Fim di Milano, a rompere dal di dentro gli schemi per costruire una stagione di vertenze, lotte e accordi che, con l’autunno caldo, hanno dato al sindacalismo italiano rilevanza, rappresentatività e protagonismo per decenni.
Era la stagione delle riforme, di grandi valori come la solidarietà, l’egualitarismo, la giustizia sociale, la necessità di trasformare la società che hanno dato voce, rilevanza e risultati ad una condizione operaia fino a prima ignorata nel Paese. Il tutto vissuto con militanza e partecipazione, dentro ad una inflessibile dimensione etica e valoriale.
Il sindacato è sempre stato una grande esperienza collettiva. Ma ci sono figure che con la capacità di proposta e di leadership hanno saputo segnarne le stagioni in modo determinante. Carniti è stato senza dubbio tra i più grandi protagonisti in questo senso fino al sofferto accordo di San Valentino del 1984, quando, senza la firma della Cgil e con l’avversità dell’allora Partito Comunista, il Paese viene salvato dalla malefica spirale di una inflazione galoppante con un accordo governo – parti sociali di portata strategica.
“Il sindacato come protagonista del cambiamento” è il non casuale titolo dell’iniziativa di Castelleone. Un ruolo che è un destino e che oggi come allora continua a segnare la missione di un soggetto sociale vivo e rappresentativo che, di fronte al lavoro che cambia, continua a perseguire la coesione e la giustizia sociale come bene comune indispensabile da rigenerare ogni giorno.
Ferdinando Uliano
Segretario generale Fim Cisl
