Lunedì 9 marzo 2026, ore 8:00

8 Marzo

Un fiore per le donne

di STELLA FANELLI

Nel 1946, in un’Italia appena uscita dalla guerra e ancora attraversata dal dolore per le vite perdute e dal dubbio, il Paese non mostrava solo le ferite di città bombardate ma il disorientamento profondo di uomini e donne che facevano ora i conti con le conseguenze di vent’anni di dittatura, traditi dalle promesse del regime, chiamati ora a interrogarsi sulle proprie responsabilità e a ricostruire non solo case e strade, ma un nuovo orizzonte morale e culturale fondato su valori condivisi di libertà, democrazia e giustizia. In questa fine che rappresenta anche un nuovo inizio, un fiore semplice e luminoso, perché ha il colore del sole, viene scelto per diventare simbolo di rinascita e di speranza: la mimosa.

Furono le donne dell’UDI — l’Unione Donne Italiane — molte delle quali avevano partecipato alla Resistenza partigiana, a proporla come emblema della Giornata internazionale della donna che fu celebrata per la prima volta in Italia nel 1922 ma non conciliandosi con la cultura fascista che scoraggiava l’emancipazione femminile, la ricorrenza venne soppressa. Dopo la liberazione, in quel momento cruciale della storia nazionale, di attesa e impegno, le donne che avevano conquistato, lottando, il rispetto del proprio valore e del coraggio speso per la libertà, erano ora cittadine riconosciute nel diritto di voto e pronte a offrire al paese un contributo determinante non solo alla ricostruzione materiale, ma alla fondazione di una nuova coscienza democratica. Così un fiore divenne il simbolo di una primavera civile! La decisione venne presa a Roma, alla vigilia dell’8 marzo del 1946, il primo celebrato in una nazione che si rinnovava. Tra le promotrici vi furono Rita Montagnana e Teresa Noce. La scelta non fu casuale: la mimosa fioriva spontaneamente proprio nei primi giorni di marzo, annunciando il tempo felice della rinascita, era diffusa in molte regioni italiane, poteva essere raccolta come dono gratuito della Natura. Serviva un simbolo accessibile a tutte, non un fiore elitario. La mimosa si fa metafora della forza delle donne, non più soltanto mogli e madri ma combattenti, lavoratrici che avevano sostenuto la Resistenza e tenuto insieme il tessuto civile durante l’occupazione nazista e che ora rivendicano protagonismo: la mimosa fragile all’apparenza eppure resistente è capace di sbocciare alla fine dell’inverno e annunciare la fiducia nel futuro. Anche l’Arte ha creduto nelle promesse del delicato ramoscello dagli impalpabili fiori gialli e lo ha sempre immaginato tra le mani di bambine e giovani donne. William Adolphe Bouguereau nel febbraio del 1899 insieme alla famiglia viaggia nel sud della Francia. L’aria di mare avrebbe giovato alla salute del figlio Paul tormentato dalla tubercolosi. Il pittore si stabilisce a Mentone e dalla finestra di una stanza dell’elegante Hotel des Iles Britanniques, settimana dopo settimana, cerca ispirazione in quella natura romantica e selvaggia: il primo dei dipinti realizzati in Costa Azzurra ritrae una bambina che ha tra le dita uno stelo di mimosa. Come il fiore quella giovane vita di donna era piena di luce, di sole.

( 8 marzo 2026 )

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

La Giornata internazionale dei diritti della donna

8 marzo

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

La storia

Un popolo di emigranti

La storia dell’emigrazione italiana, in questo volume pubblicato dal settimanale Internazionale, viene raccontata attraverso le fonti giornalistiche dei paesi d’arrivo; è lo sguardo non di chi partiva, ma di chi accoglieva

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

8 Marzo

Un fiore per le donne

Nel 1946 la mimosa si fa metafora della forza delle donne, non più soltanto mogli e madri ma combattenti, lavoratrici che avevano sostenuto la Resistenza

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Il 5 dicembre 1926 Monet si spegne, a ottantasei anni. Il suo ultimo miracolo era stato trasformare la fragilità della vista in visione interiore

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Libri

La nuova mafia che si fa industria

Il nuovo libro-inchiesta di Giuseppe Bascietto. Cronista di razza, nato e cresciuto a Vittoria, più volte minacciato dalle cosche siciliane per la sua azione civile e sociale di denuncia

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it