Mercoledì 15 aprile 2026, ore 22:36

Politica

Francia nel caos, ma la colpa è dell'Italia

Si muove il (grande) capitale. A una settimana dal voto sulla fiducia al governo Bayrou, e dalla probabile nuova crisi politica che si aprirà, si moltiplicano gli appelli del sistema economico e finanziario a evitare il caos. Che nell’ottica di un’istituzione come la BCE significa dimissioni del governo e nuove elezioni legislative che potrebbero rafforzare ulteriormente l’estrema destra a tal punto da rendere inevitabile addirittura la formazione di un nuovo governo con un primo ministro (Jordan Bardella) del Rassemblement national. Ecco perché Christine Lagarde si è sentita in dovere in queste ore di richiamare all’ordine i suoi parlamentari compatrioti, che lunedì dovranno decidere se voltare la pagina Bayrou o vivacchiare, magari con una legge di bilancio riveduta e corretta, fino alle elezioni presidenziali del 2027. Se cade il governo, ha affermato su Radio Classique, la  presidente della BCE, “ci sarà un impatto evidente sull’economia, sulla valutazione dei rischi Paese da parte dei mercati finanziari, e sono quindi preoccupanti per noi”. Resta, però, da escludere, ha chiarito, l’ipotesi che la Francia venga posta sotto tutela del FMI. La necessità, tuttavia, di trovare un capro espiatorio “esterno” ai propri problemi è una strategia, anche di comunicazione, che non ha risparmiato Matignon. In queste ore, infatti, Parigi ha deciso di faire la gueule a Roma, dopo le accuse mosse proprio da Bayrou, che ha messo il broncio con il governo italiano, accusato di fare dumping fiscale. Il problema, ha detto a FranceInfo, LCI, BFMTV e Cnews, è quel “nomadismo fiscale” per cui “ognuno si trasferisce dove è più conveniente”. Il riferimento è ai ricchi francesi che potrebbero lasciare la Francia, se Matignon dovesse accanirsi contro di loro nella prossima legge di bilancio. In una nota, Palazzo Chigi risponde che “l'economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra nazione”. L’Italia, rimarca l’esecutivo, “non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo governo, ha addirittura raddoppiato l'onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia”. In realtà, fa notare Palazzo Chigi, è proprio l'economia italiana a essere “da molti anni penalizzata dai cosiddetti 'paradisi fiscali europei', che sottraggono alle nostre casse pubbliche ingenti risorse”. Piuttosto che prendersela con Roma, la Francia dovrebbe, invece, “unirsi finalmente” agli sforzi italiani in sede UE “contro quegli Stati membri che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale, con la compiacenza di alcuni Stati europei”. Da ieri pomeriggio, intanto, Bayrou ha avviato le consultazioni con tutti i partiti per tentare di capire se davvero ci sono i numeri per la fiducia. I socialisti stanno provando a proporre un budget 2026 alternativo che possa avere la maggioranza all’Assemblée nationale. Una “mossa” che per La France Insoumise farebbe “vacillare” il fronte delle sinistre sul programma firmato 1 anno fa. “L’unico governo che sosterremo, assicura il capogruppo Panot, “sarà il nostro, quello che governerà con un programma di rottura”.
Pierpaolo Arzilla

( 1 settembre 2025 )

Libri

Il germoglio emotivo della parola

L’opera omnia della poetessa Giovanna Sicari

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Filosofia

Lorenzo Infantino e il valore della libertà

Intervista a Simona Fallocco, Professoressa di Sociologia presso l’Università della Tuscia

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Con l’uscita nelle edicole americane del primo numero di “Amazing Stories”, il 5 aprile 1926, nasce la fantascienza

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it