Stavolta l’ha fatta grossa. La decisione del presidente Trump di pubblicare un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae come una figura cristologica (riproponendone il giorno dopo un’altra insieme a Gesù, sulla cui spalla appoggia il capo) ha scatenato l’indignazione dei cattolici. Soprattutto perché è arrivata dopo neppure 24 ore di polemica con Papa Leone, alla cui vigilia del concilio d’elezione aveva ben pensato di pubblicare una foto (per lui) spiritosa vestito candidamente in bianco papale. L’immagine condivisa dal social del presidente raffigura Trump vestito come Gesù, affiancato da due uomini e due donne, una delle quali sembra inchinarsi in preghiera davanti a lui. Dietro di lui si vedono una bandiera americana, due aquile calve, tre aerei da combattimento, la Statua della Libertà e quelli che sembrano essere il Campidoglio e il Lincoln Memorial. Sopra di lui, quattro soldati semitrasparenti scendono dalle nuvole; in mezzo a loro c’è una figura cornuta che alza le braccia in segno di trionfo. “Gesù Cristo ha fondato l’America e Donald Trump è il suo vicario. Al fondo del nazionalismo cristiano che muove un’influente corrente di pensiero allineata con il padrone della Casa Bianca c’è il sogno di elevare gli Stati Uniti a terra promessa. Di identificarne i bianchi cristiani anglosassoni e germanici quale popolo eletto. Per ricostruirne le istituzioni sulla base di una lettura fondamentalista della Bibbia. La foto di Trump in candida veste papale diffusa dal presidente durante la sede vacante tra Francesco e Leone era l’immagine di questa idea” commenta Limes, che spiega come “il sionismo cristiano, credenza religiosa diffusa soprattutto nel mondo evangelico anglosassone, vede la nascita dello Stato di Israele come parte del piano profetico. In questa fase, ben più influente del cattolicesimo è il sionismo religioso”trasformando la guerra in Iran nel preludio dell’Armageddon. “Esiste una particolare deformazione - scrive il professor Jeffrey Sachs - che il potere infligge a certe personalità, e questa è particolarmente acuta quando il potere in questione è illimitato o sembra esserlo. Con il controllo degli arsenali nucleari, Trump e Netanyahu non percepiscono il mondo come gli altri. La disponibilità di armi nucleari , per questi narcisisti maligni, non è un peso di responsabilità, ma un’estensione del loro io grandioso”. Netanyahu e Trump non freneranno questa delirante megalomania. Trump e Netanyahu non vivono il mondo come gli altri. Sia Trump che Netanyahu sono aspiranti messia. Si autoproclamano agenti di Dio. “Per loro, fermare la guerra contro l’Iran significherebbe che Dio ha sbagliato. E il sedicente messia non può sbagliarsi, perché il messia e Dio sono diventati, nella loro mentalità grandiosa, di fatto la stessa cosa. Sia Trump che Netanyahu hanno rivendicato esplicitamente questa identità messianica”. Atti di aggressione che violano sovranità e prescrizioni, anche le più elementari, del diritto internazionale, a partire da quello umanitario, sono ormai quotidiani. Ovvio che Papa Leone intervenga in presenza di decine di migliaia di morti. C’è di più: tali attacchi al Papa darebbero inoltre credito alle recenti notizie (per ora non smentite) secondo cui il cardinale Christophe Pierre sarebbe stato convocato al Pentagono e minacciato di un’investitura ad Avignone se la Chiesa cattolica non si fosse conformata alle direttive del Pentagono. “Siamo fuori di noi”, ha detto al Wall Street Journal John Yep, ceo di Catholics for Catholics, organizzazione no-profit che mantiene stretti legami con l’amministrazione Trump. “La disgustosa rappresentazione anticristiana che Trump fa di se stesso come Signore e Salvatore potrebbe finalmente bastare a scuotere i conservatori religiosi dal torpore che li ha portati ad assecondare il presidente per così tanto tempo. Gesù avrebbe desiderato la Groenlandia a tal punto da minacciare un alleato democratico leale e pacifico?” scrive dal canto suo il Kansascitystar.com. Nel giro di pochi giorni, le figure mediatiche del movimento Maga sono passate dal difendere il presidente Donald Trump come presidente eletto da Dio al sostenere che in realtà sia l’anticristo. Davvero? Se lo chiede Matthew Walther, direttore di “The Lamp”, rivista cattolica del Michigan a cura di laici, il cui programma potrebbe essere descritto come “umanesimo cristiano”, nella tradizione che va da Erasmo a Papa Benedetto XVI. Matthew Walther precisa che Trump ovviamente non è il primo politico ad avere un diverbio con un papa. Né è il primo capo di stato con una propensione alla crudeltà e alla menzogna, o il primo ad essere oggetto di un culto della personalità, o ad avere un rapporto profondamente bizzarro con il sesso. Tuttavia, la blasfemia non è una semplice mancanza di rispetto per le cose sacre; è la loro profanazione intenzionale: “Se l’immagine pubblicata domenica sera sull’account TruthSocial di Trump non è blasfema, allora la parola non ha alcun significato. Figure di spicco si sono subito espresse in merito, riporta Wired: “È più che blasfemia. È uno spirito anticristiano”, ha scritto l’ex deputata Marjorie Taylor Greene su X. “In 18 mesi sono passato dal votare con esitazione per Trump al pensare che ci siano buone probabilità che sia l’anticristo”, conclude anche Clint Russell, conduttore del podcast di destra Liberty Lockdown. In adempimento delle parole di Gesù, persino gli eletti vengono ingannati, mentre il mondo adora la Bestia. Laura Hood, redattore politico e vicedirettore di The Conversation Uk, distingue la questione: “Se consideriamo la blasfemia come comprensiva della derisione della religione, non ci sono dubbi che la derisione dell'Islam da parte di Trump sia blasfema. Se crediamo che il suo post cancellato su Truth Social intendesse suggerire che egli sia Gesù - o in qualche modo divino - allora i cristiani hanno il diritto di considerarlo blasfemo. Detto questo, da una prospettiva laica, si tratta più di una sciocca egocentrica follia che di un incitamento all'odio, ma nondimeno, estremamente inappropriato per un presidente degli Stati Uniti”. Di opinione più netta Renovatio 21, testata giornalistica che si pone come ’obiettivo necessario la ricostruzione della mente cattolica, e la promozione di una società di ideali cristiani: “È in atto un purga anticattolica all’interno del potere americano e il presidente ha deciso da che parte stare”.Secondo il saggista francese Emmanuel Todd, autore del libro La sconfitta dell’Occidente, il declino degli Usa dipenderà dalla sparizione della sua grammatica profonda, cioè il protestantesimo. Tale tesi è stata sposata dallo studioso cattolico americano E. Michael Jones, secondo il quale se il protestantesimo sparisce, le uniche due “identità” americane rimaste, cioè cattolici ed ebrei, si trovano a lottare per la primazia sul Paese, nella società come nel governo. “E quindi non deve sorprendere se l’anticattolicesimo rialza la testa negli Usa”. “Ma anche chi odia Trump - precisa Kevin Barrett su Unz - dovrebbe fare un po’ di autoanalisi. La sua sfacciata malvagità non è forse un fedele riflesso di ciò che è diventato lo Zio Sam? Votare per Harris, Biden o Obama, tutti membri a pieno titolo della cerchia di Epstein, è stato un atto di autoinganno. Anzi, una menzogna monumentale”. L’Anticristo, ricordiamolo, inganna le persone facendole credere di essere dalla parte di Cristo, nell’arte della dissimulazione, seguendo Satana, il padre della menzogna. “Credo sinceramente che Trump sia attualmente posseduto dal demonio”, scrive il pastore di estrema destra texano Joel Webbon su X. Donald è riuscito a far arrabbiare perfino l’Ordine dei Cavalieri Templari, organizzazione cristiana basata su un ordine militare medievale, che in merito al post scrive di non avere “altra scelta se non quella di condannarlo senza riserve e chiedere scuse pubbliche”. Anche il giornalista Tucker Carlson, in un monologo di apertura di 43 minuti andato in onda lunedì scorso nel suo programma, ha insinuato che la guerra dell’amministrazione in Iran fosse anche una guerra contro la fede cristiana. “Mentre l’Europa si culla nel mito della ragione secolare - conclude Limes - negli Usa le credenze religiose muovono le portaerei: “Ignorare la dimensione spirituale dietro le scelte militari significa rinunciare a capire il nostro tempo e le nuove dimensioni del potere”.
Raffaella Vitulano

