Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 16:18

Bruxelles 

Ue, fatte le nomination scatta la corsa alle poltrone più importanti 

Adesso la gran danza può iniziare per davvero. La designazione di Raffaele Fitto - che nei prossimi giorni incontrerà Ursula von der Leyen - e dei candidati ancora mancanti consente alla presidente della Commissione di mettere mano alla sua nuova squadra, tentando una sintesi che tenga conto sia del risultato delle elezioni (dimensione politica) sia del peso delle nazioni (componente istituzionale). Non sarà facile. Come era facile prevedere c’è da fare i conti con le nuove regole del Patto di stabilità e quasi tutti i Paesi vogliono i dicasteri economici, molti reclamano le vicepresidenze. Lo spazio per accontentare tutti non c'è e quindi saranno i dettagli a separare i vincitori dagli sconfitti, nella forma delle deleghe assegnate ad ogni commissario.

"Nessuno vuole avere incarichi privi di una direzione generale in Commissione, è proprio la base", spiega una fonte diplomatica. Gli ultimi rumors danno il Bilancio alla Polonia, il Mercato Interno alla Francia (Breton 2.0), l'allargamento alla Lituania (o forse il nuovo commissario alla Difesa), il Clima alla Spagna (o Danimarca), la Stabilità Finanziaria all'Irlanda. Ma le possibili assegnazioni si mischiano alle aspirazioni dei vari Paesi, naturalmente in conflitto fra loro. Alla Coesione mirerebbero ad esempio Italia, Grecia e Bulgaria, dato che il solo Pnrr - in scadenza nel 2026 - per Fitto sarebbe troppo poco. Per lui ci potrebbe quindi essere anche una vicepresidenza esecutiva, carica che potrebbe essere assegnata anche a Maroš Sefcovič, Valdis Dombrovskis, Thierry Breton e Teresa Ribera.

Ma von der Leyen sta anche facendo pressioni sui Paesi più piccoli, secondo indiscrezioni, per ridurre l'attuale squilibrio di genere che, nonostante i suoi auspici, ora vede le donne in netta minoranza. Non solo. Alle vicepresidenze, se perdurerà lo squilibrio di genere, potrebbero essere favorite proprio le donne, come sorta di risarcimento. Von der Leyen punta a comporre il puzzle entro l'11 settembre per sottoporre poi la lista al vaglio della commissione affari legali dell'Eurocamera che analizzerà i possibili conflitti di interesse. Successivamente inizieranno le audizioni dei candidati da parte delle competenti commissioni del Pe.

Se a Fitto andranno le deleghe al Pnrr e alla politica di coesione, il suo esame sarà condotto dagli europarlamentari delle commissioni commissioni Economia, Bilancio e Affari Regionali. Una volta che tutti i candidati supereranno senza incidenti lo scoglio delle audizioni, l'intero collegio potrebbe essere votato dalla plenaria di Strasburgo già nella seconda metà di ottobre. Consentendo così all'Ue di arrivare all'appuntamento con le presidenziali negli Usa del quattro novembre con una Commissione già formata.

Rodolfo Ricci

( 2 settembre 2024 )

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