Martedì 14 luglio 2026, ore 22:34

Sindacato

Contrattazione sociale: in aumento nel 2025

Contrattazione sociale al centro dell'azione sindacale per rispondere adeguatamente ai bisogni delle comunità: è stato questo il tema dell'iniziativa dal titolo “Contrattare e partecipare per programmare e dare forma sociale allo sviluppo dei territori” che si è svolta a Roma presso il Centro Congressi Cavour, dove è stato illustrato il Rapporto 2026 dell'Osservatorio sociale della contrattazione territoriale, realizzato da Cisl e Fnp insieme al Centro di ricerca WWell dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un Rapporto che, dai 740 accordi censiti su welfare sociale (67,3%) salute (9,1%), fiscalità locale (9,6%) rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale, ne ha esaminati 678, il dato più elevato degli ultimi anni, confermando una dinamica positiva ormai consolidata dalla crisi pandemica in poi: un risultato che ha rilevato una contrattazione sociale in crescita nell'anno appena trascorso, interessando 1.615 comuni, ossia il 24% del totale, e coprendo il 30,5% della popolazione, attraverso il confronto con i soggetti istituzionali, sociali, economici del territorio. Un confronto necessario in una fase storica in cui l'elemento predominante è rappresentato da una popolazione che continua ad invecchiare, a cui si affianca la transizione demografica, le trasformazioni del lavoro, le fragilità sociali e i nuovi bisogni di cura, come rilevato dal Rapporto che evidenzia proprio come la contrattazione sociale rimanga uno dei principali strumenti attraverso i quali la Confederazione di Via Po vuole dare il proprio apporto allo sviluppo dei territori. Un lavoro che, nel futuro, dovrà svilupparsi su due fronti, così come sottolineato da Sauro Rossi, segretario confederale Cisl, che ha aperto i lavori: allargando la copertura nei territori dove l'azione sindacale è più debole, e inserendo nuovi temi chiave per rispondere ai bisogni reali delle comunità.

Ed è proprio facendo riferimento ai territori, che il Rapporto evidenzia come il 76% dei documenti abbia validità comunale, con il 65,7% degli accordi sottoscritto in Comuni con meno di 5.000 abitanti anche se, contemporaneamente, cresce il peso degli accordi intercomunali e delle forme di programmazione territoriale più ampie, segnale questo di una maggiore capacità di leggere ed affrontare problemi che superano i confini amministrativi tradizionali. Per ciò che riguarda, invece, i beneficiari, il 25,4% degli accordi ha riguardato le famiglie; poco più del 10% i minori, i disabili e gli anziani; e il 6,6% gli anziani non autosufficienti, con interventi maggiormente di carattere universalistico, ma anche con casi di selettività (per il 36,5% degli accordi) basata principalmente su criteri socio-demografici ed economici combinati tra loro (25,9% dei casi). Un risultato che evidenzia come il 67,3% delle azioni negoziate sia stato realizzato nel comparto del welfare sociale, confermando come la contrattazione continui a rappresentare uno strumento essenziale di tutela e promozione sociale: “non un capitolo separato dell'azione sindacale, ma una delle espressioni più concrete dell'idea di sindacato confederale della Cisl”, come affermato dalla segretaria generale, Daniela Fumarola.

“La contrattazione sociale cresce ma bisogna estenderla - ha affermato. “Come abbiamo visto nel Rapporto, i risultati sono importanti perché raggiungono e leggono i bisogni delle persone che abitano in quei territori. Bisogna estenderla nelle Regioni e nei Comuni, dove ancora non si riesce. L’obiettivo - ha aggiunto Fumarola - è quello di renderla ancora più forte perché insieme alla contrattazione nazionale e decentrata, la contrattazione sociale dà ulteriori risposte alle persone che noi rappresentiamo, ma anche alle comunità che noi magari non rappresentiamo”.
“Non basta più un welfare pensato solo come risposta successiva al bisogno, quando la fragilità è già esplosa, la solitudine è già diventata esclusione, la povertà è già diventata emergenza. Serve un welfare comunitario, preventivo, promozionale, sussidiario. Un welfare che non arretra rispetto al ruolo pubblico, ma lo rafforza attraverso la partecipazione delle parti sociali, del Terzo settore, dei servizi, delle associazioni, delle reti di prossimità”.
Un welfare rivolto agli anziani, che costituiscono l’ambito di intervento più rilevante della contrattazione sociale (il 15,8%) e i non autosufficienti per i quali, secondo la leader di via Po, le risorse non bastano “perché, come si evince dal Rapporto, la non autosufficienza aumenta. Un problema che, per Fumarola, non riguarda soltanto le persone anziane, ma anche i bambini e i giovani: per questo la segretaria generale Cisl chiede che vengano introdotte “misure più adeguate, e individuate risorse per poterla rendere effettivamente esigibile nei territori e per poter essere di aiuto a quelle persone che si ritrovano a dover gestire situazioni complesse”. Ciò anche per fare in modo che questa gestione sia il più accessibile per tutti, come stanno facendo Cisl e Fnp che, secondo il Rapporto, attraverso la contrattazione sociale “stanno contribuendo a costruire risposte territoriali che riguardano la domiciliarità, il sostegno ai caregiver familiari, il rafforzamento della sanità territoriale, le Case della Comunità, l’integrazione socio-sanitaria, il contrasto alla solitudine e la promozione dell’invecchiamento attivo”.
“Abbiamo bisogno di una nuova stagione di dialogo sociale e di rafforzare la trama della coesione, dell'inclusione, di una costruzione realista e pragmatica, che escluda populismi di ogni colore”, ha concluso Fumarola. “Anche per questo la contrattazione sociale è parte importante di quel Patto sociale che la Cisl propone al Paese: per una vera stagione di crescita, più umana e più condivisa per tutti”.

Anna Taverniti

( 14 luglio 2026 )

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