Prossimo step per la vertenza della azienda di telecomunicazioni CallMat di Matera, il prossimo 29 luglio nella sede del Mimit. Un appuntamento decisivo per il futuro di oltre 350 lavoratrici e lavoratori. "Per questo - affermano Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc e Ugl Telecomunicazioni - riteniamo indispensabile che tutta la città di Matera faccia fronte comune e chiediamo al sindaco Nicoletti di riceverci per fare il punto sulla vertenza e costruire insieme una posizione istituzionale condivisa".
Questa la richiesta unitaria giunta oggi al primo cittadino della città che ospita l'azienda del settore telecomunicazioni, colpita in maniera diretta dalla riduzione delle commesse di Tim. Apprezzando l'impegno della Regione Basilicata, attraverso il potenziamento del bando "#BasilImpresaInvestimenti", che ha messo a disposizione importanti risorse per favorire nuovi investimenti e creare opportunità occupazionali per i lavoratori, le organizzazioni sindacali ritengono che la questione coinvolga "l'intera Matera e tutta la Basilicata" e per questo chiedono a Nicoletti di "farsi promotore di una forte iniziativa istituzionale che accompagni il tavolo al Mimit presentandosi uniti, con la forza delle proprie istituzioni, delle parti sociali e dei lavoratori".
"Difendere i posti di lavoro - hanno concluso - significa salvaguardare centinaia di famiglie, sostenere il tessuto produttivo locale, preservare l'indotto economico e rafforzare la credibilità di un territorio che vuole continuare ad attrarre investimenti, innovazione e occupazione qualificata".
Le sigle firmatarie intendono rivolgere un particolare riconoscimento al Prefetto per avere compreso immediatamente la gravità della situazione, mostrando concreta vicinanza alle istanze rappresentate e alle preoccupazioni di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.
L’attenzione dimostrata, la tempestività nell’ascolto e l’impegno assunto nell’attivare tutte le interlocuzioni istituzionali necessarie alla ricerca di una soluzione condivisa rappresentano un segnale importante per il territorio in una fase di forte tensione sociale e occupazionale. Un atteggiamento che assume ancora maggiore valore se confrontato con quanto registrato sino ad oggi da parte di altri soggetti istituzionali coinvolti nella gestione della vertenza.
Nel corso della vertenza sarebbe stata prospettata la cessazione delle attività del sito CallMat di Matera entro la fine del 2026, una prospettiva che, se confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per il territorio e per centinaia di famiglie. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte allarme: dal 1° luglio, oltre al taglio dei volumi già programmato nella misura del 15%, è giunto a conclusione il percorso di solidarietà. Tale situazione potrebbe esporre i lavoratori al concreto rischio di una riapertura delle procedure di licenziamento, con la possibilità che l’intero personale possa essere nuovamente coinvolto. Uno scenario che il sindacato considera gravissimo e che non può essere affrontato con ulteriori rinvii o attese.
"Qui non si parla soltanto di numeri o dinamiche aziendali - concludono i sindacati - si parla di lavoratrici e lavoratori che per oltre dieci anni hanno garantito professionalità, impegno e sacrificio, contribuendo alla crescita e alla stabilità dell’azienda e rappresentando un importante presidio occupazionale del territorio".
Ce.Au.

