Giovedì 16 luglio 2026, ore 15:48

Vertenze

Electrolux: piccoli passi ma ancora insufficienti

Primi passi avanti da parte di Electrolux ma ancora insufficienti per dare certezze ai lavoratori e garantire il futuro degli stabilimenti italiani. L’ultimo incontro di al Mimit segna un cambio di passo rispetto alle posizioni iniziali dell’azienda, che ha riconosciuto la possibilità di rivedere il piano industriale. Tuttavia, le aperture annunciate restano limitate, condizionate a fattori esterni e, soprattutto, non offrono alcuna risposta concreta per il sito di Cerreto d’Esi.

Per il sindacato è un segnale positivo che Electrolux abbia ammesso come il piano non sia immutabile. “È la dimostrazione - affermano - che il confronto, la mobilitazione dei lavoratori e il pressing delle istituzioni stanno producendo i primi risultati. Ma questo non basta ancora a chiudere una vertenza che continua a destare fortissime preoccupazioni”. Nell’incontro al Mimit l’azienda ha dichiarato che un recupero di competitività, attraverso una riduzione del costo dell’energia, un miglioramento della produttività e una revisione del meccanismo europeo del CBAM, consentirebbe di modificare in parte il piano industriale.

In questo scenario, a Forlì rimarrebbero circa 200mila piani cottura e la grande maggioranza della produzione dei forni; a Susegana potrebbero essere assegnati nuovi prodotti per mantenere gli attuali volumi produttivi; a Porcia arriverebbero nuove gamme di lavatrici, con un incremento della produzione fino a 600 mila pezzi annui. Per Solaro, invece, la strategia resta affidata alla crescita del mercato europeo. Si tratta di aperture importanti ma il quadro rimane incompleto. Le delocalizzazioni non vengono superate e continuano a interessare produzioni destinate a essere trasferite in Polonia, Cina e Thailandia. Inoltre, tutto il piano resta subordinato a decisioni che dipendono in larga misura dalle istituzioni nazionali ed europee.

Il nodo più grave resta Cerreto d’Esi. Electrolux ha dichiarato di non essere riuscita a individuare una soluzione industriale, limitandosi a confermare l’impegno a proseguire la ricerca. Una risposta che il sindacato considera del tutto insufficiente. A preoccupare anche le prospettive per gli staff aziendali. A fronte dei processi di digitalizzazione e dell’introduzione dell’intelligenza artificiale, Electrolux conferma infatti un piano di riorganizzazione che prevede 725 esuberi. “Un’impostazione che riteniamo inaccettabile - affermano Fim, Fiom, Uilm - e sulla quale sarà necessario un confronto approfondito”. Restano inoltre molti interrogativi sul tema della competitività. Se il costo dell’energia e la revisione del CBAM richiedono interventi di carattere istituzionale, non esiste invece alcuno spazio per immaginare un recupero di competitività attraverso una riduzione del costo del lavoro. Salari, diritti, salute e sicurezza non sono variabili su cui costruire un piano industriale. Allo stesso modo, eventuali incrementi di produttività dovranno essere pienamente compatibili con gli accordi sottoscritti e con la tutela delle condizioni di lavoro.

Per queste ragioni per i sindacati il prossimo incontro del 21 luglio dovrà rappresentare un passaggio decisivo. “Chiediamo al Governo e alle Regioni - concludono - di mettere in campo misure strutturali per rilanciare il settore degli elettrodomestici, sostenere la competitività del sistema produttivo italiano e contribuire a sbloccare definitivamente la vertenza. Allo stesso tempo chiediamo a Electrolux di trasformare le aperture emerse in impegni concreti, superando definitivamente le ipotesi di delocalizzazione e individuando una soluzione industriale per Cerreto d’Esi”.

Intanto i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Susegana (Treviso) si asterranno domani dal lavoro per quattro ore per sostenere un'iniziativa promossa da 28 Comuni dell'Alta Marca Trevigiana consistente in un convegno a Conegliano (Treviso) sul futuro dell'impianto della casa svedese. La decisione è stata presa oggi nel corso delle assemblee di fabbrica.

Sara Martano

( 15 luglio 2026 )

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